venerdì 20 aprile 2012

Essere sionisti nel 1975: Chaim Herzog e il suo discorso all'ONU (completo)

10 novembre 1975



In merito all'adozione della risoluzione ONU 3379 che includeva l'equazione Sionismo=razzismo, l'Ambasciatore d'Israele Herzog insorse per denunciare la bassezza della risoluzione stessa e di coloro che si accingevano a votarne l'adozione. 
Nell'occasione tenne un discorso memorabile sull'origine e il significato del Sionismo e sul suo legame inscindibile col Popolo Ebraico, che in quel momento egli rappresentava di fronte ad un consesso di nazioni apertamente ostili.
Questo discorso figura nella Storia fianco a fianco con i più famosi discorsi tenuti in pubblico per perorare la causa dei più basilari diritti umani, come il celebre "I have a dream" di M. Luther King che di Israele in altra occasione scrisse: 



"I nostri fratelli in Africa hanno mendicato, implorato, supplicato, chiedendo che venisse riconosciuto ed attuato il nostro congenito diritto a vivere in pace sotto la nostra sovranità e nel nostro Paese. (…) Come dovrebbe essere facile, per chiunque abbia a cuore questo inalienabile diritto umano, comprendere e sostenere il diritto del Popolo Ebraico a vivere nell'antica terra d'Israele. Gli uomini di buona volontà esultano nel vedere la promessa di Dio realizzata, nel vedere il suo popolo che torna gioiosamente a ricostruire la sua terra devastata. QUESTO E' IL SIONISMO, niente di più e niente di meno.”

L'ambasciatore Haim Herzog, poi sesto presidente dello Stato di Israele






Pubblichiamo qui il testo completo tradotto del discorso di Chaim Herzog:


E' simbolico che questo dibattito, che potrebbe rivelarsi un punto di svolta nelle vicende delle Nazioni Unite e un fattore determinante per la possibile esistenza futura di questa organizzazione, debba avvenire il 10 novembre.
Questa notte, 37 anni fa, è passata alla storia come Kristallnacht, o la Notte dei Cristalli.
In quella notte del 10 novembre 1938, gli assaltatori nazisti di Hitler lanciarono un attacco coordinato alla comunità ebraica in Germania, bruciarono le sinagoghe in tutte le città e si accesero roghi per le strade con i Libri Sacri, i rotoli della Legge Sacra e la Bibbia.
In quella notte le case ebraiche furono attaccate e icapi famiglia portati via, di questi non molti ritornarono. In quella notte le vetrine di tutti i negozi appartenenti agli ebrei furono distrutte e coprirono le strade delle città tedesche con uno strato di vetri rotti che si sciolse in milioni di cristalli, dando così il nome a quella notte: Kristallnacht, la Notte dei Cristalli.
Quella notte ha portato infine ai forni crematori e alle camere a gas, ad Auschwitz, Birkenau, Dachau, Buchenwald, Theresienstadt, e altri. Quella notte ha portato all'olocausto più terrificante della storia dell'uomo.

E' davvero giusto che questo progetto (la risoluzione in discussione n.d.r.), concepito nel desiderio di deviare il Medio Oriente dalle sue mosse verso la pace, e nato da una profonda sensazione pervasiva di antisemitismo, debba essere posta in discussione proprio in questo giorno, che ricorda uno dei
giorni più tragici di uno dei periodi più bui della nostra storia? E' opportuno che le Nazioni Unite, che hanno iniziato la loro vita come alleanza anti-nazista, debba, 30 anni dopo, ritrovarsi a diventare il centro mondiale dell'anti-semitismo? Hitler si sarebbe sentito a casa in diverse occasioni durante l'anno passato, ascoltando il procedimento dei lavori in questa forma e, soprattutto, al procedimento dei lavori nel corso del dibattito sul Sionismo.
La notizia della Kristallnacht riportata dal New York Times
È un'osservazione che fa riflettere anzi, e considerare fino a che punto questo Organismo è stato trascinato verso il basso, se siamo costretti oggi a contemplare un attacco contro il Sionismo. Poiché questo attacco costituisce non solo un attacco antisemita della più ripugnante sorta, ma anche un attacco in questo organismo mondiale contro l'ebraismo, una delle più antiche religioni nel mondo, una religione che ha dato al mondo i valori umani della Bibbia, una religione, da cui due altre grandi religioni, Cristianesimo e Islam, sorsero - una grande religione, consolidata, che ha dato al mondo la Bibbia con i suoi dieci comandamenti, i grandi profeti del passato, Mosè, Isaia, Amos, i grandi pensatori della storia, Maimonide, Spinoza, Marx, Einstein, molti dei maestri delle arti, e un'alta percentuale di premi Nobel del mondo, nelle scienze, le arti e le discipline umanistiche, come nessun altro popolo sulla terra.

Si può solo riflettere e meravigliarsi di fronte alla prospettiva dei paesi che si considerano parte del mondo civilizzato, e che si stanno unendo a questo primo attacco organizzato contro una religione stabilita fin dal Medioevo.
Sì, a queste profondità, indietro fino al Medioevo, veniamo trascinati oggi da coloro che sostengono questa proposta di risoluzione.
Il progetto di risoluzione, prima della Terza Commissione era in origine una risoluzione che condannava il razzismo e il colonialismo, un argomento sul quale il consenso avrebbe potuto essere raggiunto, un consenso che è di grande importanza per tutti noi e per i nostri colleghi Africani in particolare. Tuttavia, invece di permettere che ciò accadesse, un gruppo di paesi, inebriato dalla sensazione di potere data alla maggioranza automatica, e senza tener conto dell'importanza di raggiungere un consenso su questo tema, ha pilotato la Commissione in modo sprezzante, con l'uso appunto della maggioranza automatica, fino a imporre il Sionismo come soggetto in discussione.

Non vengo a questa tribuna per difendere i valori morali e storici del popolo ebraico. Non hanno bisogno di essere difesi. Parlano da sé. Hanno dato agli uomini molto di ciò che è grande ed eterno. Hanno fatto per lo spirito dell'uomo più di quanto possa essere facilmente apprezzato in un forum come questo.

Vengo qui a denunciare i due grandi mali che minacciano la società in generale e una società delle nazioni in particolare.
Questi due mali sono l'odio e l'ignoranza. Questi due mali sono la forza motrice dietro i fautori di questa proposta di risoluzione e dei loro sostenitori. Questi due mali caratterizzano coloro che vorrebbero trascinare questa Organizzazione Mondiale, la cui idea fu concepita dai profeti di Israele, alle profondità a cui è stata trascinata oggi.

La chiave per comprendere il Sionismo sta nel suo nome.
Nella Bibbia, la più occidentale delle due colline di Gerusalemme antica era chiamata Sion. Era il X secolo AC. Di fatto, il nome "Sion" appare 152 volte nell'Antico Testamento riferimento a Gerusalemme. Il nome è prevalentemente una denominazione poetica e profetica. Le qualità religiose ed emozionali del nome derivano dall'importanza di Gerusalemme come la Città Reale e la città del Tempio. "Monte Sion" è il luogo dove Dio abita, secondo la Bibbia.
Rotoli della Torah, la Bibbia ebraica
Gerusalemme o Sion, è un luogo dove il Signore è il Re secondo Isaia, e dove ha installato il suo Re David, come citato nei Salmi.


Il re Davide fece di Gerusalemme la capitale di Israele quasi 3000 anni fa, e Gerusalemme è rimasta la capitale da allora.
Nel corso dei secoli il termine "Sion" è cresciuto e si è espanso a significare tutto Israele.
Gli Israeliti in esilio non potevano dimenticare Sion.

Il salmista ebraico, seduto presso le acque di Babilonia giurò: "Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra" (Salmo 137, n.d.r.). Questo giuramento è stato ripetuto per migliaia di anni da parte degli ebrei di tutto il mondo. Si tratta di un giuramento che è stato fatto oltre 700 anni prima dell'avvento del Cristianesimo, e più di 1200 anni prima dell'avvento dell'Islam.

Alla luce di tutte queste connotazioni, Sion è venuto a significare la patria ebraica, simbolo dell'ebraismo, di aspirazioni nazionali ebraiche.

Ogni Ebreo, mentre pregava il suo Dio, ovunque si trovasse nel mondo, si rivolgeva verso Gerusalemme.
Queste preghiere hanno espresso per oltre 2000 anni di esilio, il desiderio del popolo ebraico di tornare alla sua antica patria, Israele. In realtà, una presenza continua ebraica, in numero maggiore o minore, è stata mantenuta nel paese nel corso dei secoli.

Il Sionismo è il nome del Movimento Nazionale di Liberazione del Popolo Ebraico ed è l'espressione moderna del patrimonio ebraico.
L'ideale sionista, come indicato nella Bibbia, è stato, ed è, parte integrante della religione ebraica.


Abba Kovner (a sinistra), uno
dei leader della resistenza ebraica
a Vilnius,1944
Il Sionismo sta al popolo ebraico, come il movimento di liberazione dell'Africa e dell'Asia sono stati ai loro popoli. Il Sionismo è uno dei più emozionanti e costruttivi movimenti nazionali nella storia umana. Storicamente, si basa su una connessione univoca e ininterrotta, che si estende per circa 4.000 anni, tra il Popolo del Libro e la Terra della Bibbia.

In tempi moderni, nel tardo Ottocento, spinto dalle forze gemelle della persecuzione antisemita e dal nazionalismo, il popolo ebraico ha organizzato il Movimento Sionista, al fine di trasformare il suo sogno in realtà.
Il Sionismo, come movimento politico, ha rappresentato la rivolta di una nazione oppressa contro i saccheggi e la discriminazione e l'oppressione dei malvagi dei paesi in cui l'antisemitismo fiorì.

Non è di certo una coincidenza, e non sorprende affatto, che gli sponsor e sostenitori di questo progetto di risoluzione includano paesi che sono stati e sono colpevoli ancor oggi del crimine orribile di antisemitismo e di discriminazione.

Il supporto agli l'obiettivi del Sionismo è stato scritto nel Mandato della Lega delle Nazioni per la Palestina, ed è stato nuovamente approvato dalle Nazioni Unite nel 1947, quando l'Assemblea generale ha votato con una maggioranza schiacciante per la restaurazione dell'indipendenza ebraica nella nostra antica terra.

Il ristabilimento dell'indipendenza ebraica in Israele, dopo secoli di lotta per superare la conquista estera e l'esilio, è una rivendicazione dei concetti fondamentali di parità delle nazioni e di autodeterminazione.
Mettere in discussione il diritto del popolo ebraico all'esistenza nazionale e la sua libertà, non è solo di negare al popolo ebraico il diritto accordato a ogni altro popolo in questo mondo, ma è anche negare i precetti centrali delle Nazioni Unite.
Perché il sionismo non è altro - e niente di meno - che il senso di origine e destinazione verso la terra del Popolo Ebraico, la terra eternamente legata al suo nome. E 'anche lo strumento con cui il popolo ebraico chiede una realizzazione autentica di se stesso.

E il dramma si compie nella regione in cui la nazione araba ha realizzato la sua sovranità in 20 Stati, che contano un centinaio di milioni di persone in quattro milioni e mezzo di chilometri quadrati, con grandi risorse.
Il problema quindi non è se il mondo verrà a patti con il nazionalismo arabo. La domanda è: fino a che punto il nazionalismo arabo, con la sua sovrabbondanza prodigiosa di vantaggio, ricchezza e opportunità, verrà a patti con i modesti ma uguali diritti di un altro Paese mediorientale a proseguire la sua vita in sicurezza e pace?

Le feroci diatribe sul Sionismo espresso qui dai rappresentanti arabi, possono dare a questa Assemblea l'impressione sbagliata che mentre il resto del mondo ha sostenuto il Movimento di Liberazione Nazionale Ebraico, il mondo arabo è sempre stato ostile al Sionismo.
Ma non è affatto così.

I leader arabi, al corrente dei diritti del popolo ebraico, hanno avallato pienamente le virtù del Sionismo.
L'Emiro Feisal (Faysal ibn al-Husayn ibn ʿAlī)
primo re dell'Iraq e re della Siria, fu a
nimatore
della
 Rivolta Araba contro gli Ottomani.
Lo Sceriffo Hussein, il leader del mondo arabo durante la Prima Guerra Mondiale, ha accolto il ritorno degli ebrei in Palestina. Suo figlio, l'Emiro Feisal, che ha rappresentato il mondo arabo alla Conferenza di Pace di Parigi ha avuto questo da dire circa il sionismo, il 3 marzo 1919:
"Noi arabi, in particolare i più colti fra noi, guardiamo con profonda simpatia al movimento Sionista... noi auguriamo agli Ebrei un cordiale bentornati a casa... Stiamo lavorando insieme per un Vicino Oriente riformato e rinnovato, e i nostri due movimenti si completano l'un l'altro.
Il movimento è nazionale e non imperialista. C'è spazio in Siria per entrambi. Anzi, penso che nessuno dei due possa raggiungere un pieno successo senza l'altro."
Andrei Gromyko, in veste di Ministro degli Esteri, incontra JFKennedy

E' forse pertinente a questo punto ricordare, che nel 1947, quando la questione della Palestina è stata oggetto di dibattito in seno alle Nazioni Unite, l'Unione Sovietica ha sostenuto con forza la lotta di indipendenza ebraica.
E' particolarmente importante ricordare alcune delle osservazioni di Mr. Andrei Gromyko il 14 maggio 1947, un anno prima della nostra indipendenza:
"Come sappiamo, le aspirazioni di una parte considerevole del Popolo Ebraico sono collegati con il problema della Palestina e della sua futura amministrazione. Questo fatto non richiede grandi prove... Durante l'ultima guerra, il Popolo Ebraico ha subito dolore e sofferenze eccezionali.
Senza alcuna esagerazione, questo dolore e questa sofferenza sono indescrivibili. E' difficile esprimereli in aride statistiche sulle vittime delle aggressori fasciste. Gli Ebrei nei territori dove gli hitleriani imperavano, sono stati sottoposti al quasi completo annientamento fisico. Il numero totale degli ebrei che morirono per mano del boia nazista è stimato a circa sei milioni... "
"Le Nazioni Unite non possono e non devono considerare questa situazione con indifferenza, poiché questo sarebbe incompatibile con gli alti principi proclamati nella sua Carta, che prevede la difesa dei Diritti Umani, a prescindere da razza, religione o sesso..."
“Il fatto che nessuno Stato dell'Europa occidentale sia stato in grado di assicurare la difesa dei diritti elementari del Popolo Ebraico e di salvaguardarlo contro la violenza dei carnefici fascisti, spiega le aspirazioni degli ebrei a stabilire il proprio Stato. Sarebbe ingiusto non tenerne conto e negare il diritto del Popolo Ebraico a realizzare questa aspirazione.


Queste sono le parole del signor Andrei Gromyko alla sessione dell'Assemblea Generale il 14 maggio 1947.

Quanto è triste vedere qui un gruppo di nazioni, molte delle quali solo di recente si sono liberate dal dominio coloniale, deridere uno dei movimenti di liberazione più nobili di questo secolo, un movimento che non solo ha dato un esempio di incoraggiamento e di determinazione alle persone che lottano per l'indipendenza, ma che ha anche attivamente aiutato molti di loro, durante il periodo di preparazione per la loro indipendenza, o subito dopo.

Qui avete un movimento, incarnazione di un unico spirito pionieristico, della dignità del lavoro e di sostegno ai valori umani, un movimento che ha presentato al mondo un esempio di uguaglianza sociale e aperta democrazia, che
viene associato in questa risoluzione con ripugnanti concetti politici.

Noi, in Israele, abbiamo cercato di creare una società che si sforza di attuare gli ideali più alti di società -politica, sociale e culturale - per tutti gli abitanti di Israele, a prescindere dal credo religioso, razza o sesso.

Mostratemi un'altra società così pluralistica nella quale, nonostante tutti i problemi difficili tra i quali viviamo, Ebrei e Arabi convivono con un tale grado di armonia, in cui sono osservati la dignità e i diritti dell'uomo di fronte alla legge, in cui la condanna a morte non viene applicata, in cui la libertà di parola, di movimento, di pensiero, di espressione sono garantite, in cui anche i movimenti che si oppongono ai nostri obiettivi nazionali, sono rappresentati nel nostro Parlamento.

I delegati arabi parlano di razzismo. E non ci sta nella loro bocca.
Che cosa è successo agli 800.000 Ebrei che hanno vissuto per oltre 2.000 anni nei paesi arabi, che hanno costituito alcune delle più antiche comunità molto tempo prima dell'avvento dell'Islam? Dove sono queste comunità? Che cosa è accaduto alla gente, cosa è successo alle loro proprietà?
Gli Ebrei erano una volta una delle comunità più importanti nei paesi del Medio Oriente, i leader del pensiero, del commercio, della scienza medica.
Dove sono nella società araba di oggi?

Osate parlare di razzismo quando posso indicare con orgoglio i Ministri arabi che hanno prestato servizio nel mio Governo, il Vice Presidente arabo del mio Parlamento, i funzionari arabi e gli uomini che servono di loro spontanea volontà nelle nostre forze armate, polizia di frontiera e, spesso, comandano le truppe ebraiche; le centinaia di migliaia di arabi provenienti da tutto il Medio Oriente che affollano le città di Israele ogni anno, e migliaia di arabi provenienti da tutto il Medio Oriente in arrivo per cure mediche in Israele, la coesistenza pacifica che si è sviluppata, al punto che l'arabo è lingua ufficiale in Israele al pari con l'ebraico; il fatto che sia più naturale per un arabo servire in carica pubblica in Israele, in quanto è assurdo pensare ad un Ebreo che serve in un qualsiasi pubblico ufficio in un paese arabo, sempre che vengano ammessi in questi paesi.
E' questo il razzismo? No, non lo è. Questo è il Sionismo.

Il nostro è un tentativo di costruire una società, seppure imperfetta - e quale società può dirsi perfetta?- in cui le visioni dei profeti di Israele siano realizzate.
So che abbiamo dei problemi. So che molti non sono d'accordo con le politiche del nostro governo. Anche molti in Israele discordano di volta in volta con le politiche del Governo, e sono liberi di farlo, perché il Sionismo ha creato il primo e unico vero e proprio Stato democratico in una parte del mondo che non conosceva realmente la democrazia e la libertà di parola.

Questa risoluzione maligna, progettata per distrarci dal suo vero scopo, fa parte di un pericoloso idioma antisemita che viene insinuato in ogni dibattito pubblico da parte di coloro che hanno giurato di bloccare il passaggio verso l'accoglienza e, infine, verso la pace in Medio Oriente
.
Questo, insieme con mosse simili, è stato progettato per sabotare gli sforzi della Conferenza di Ginevra per la pace in Medio Oriente.

Stiamo vedendo qui oggi nient'altro che un'ulteriore manifestazione dell'amaro odio antisemita, anti-ebraico che anima la società araba.
Chi avrebbe mai creduto che nell'anno 1975 le falsità maligne dei Protocolli dei Savi di Sion, sarebbero state distribuite ufficialmente dai governi arabi? Chi avrebbe mai creduto che avremmo oggi contemplato una società araba che insegna il più vile odio anti-ebraico negli asili? Chi avrebbe mai creduto che un capo di Stato arabo si sentisse obbligato a praticare pubblicamente l'antisemitismo della più bassa lega quando visita una nazione amica?
Un'edizione araba dei Protocolli dei Savi di Sion
Siamo attaccati da una società che è motivata dalla forma più estrema di razzismo conosciuta nel mondo di oggi.

Questo è il razzismo che è stato espresso in modo sintetico nelle parole del leader dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), Yasser Arafat, nel suo discorso di apertura in un simposio a Tripoli, in Libia, cito: "Non ci sarà nessuna presenza nella regione eccetto per la presenza araba”.

In altre parole, in Medio Oriente, dall'Oceano Atlantico al Golfo Persico, una sola presenza è permessa, e cioè la presenza araba. Nessun altro popolo, indipendentemente da quanto sono profonde le sue radici nella regione, deve essere ammesso a godere del suo diritto all'auto-determinazione.

Guardate il tragico destino dei Curdi in Iraq. Guardate cosa è successo alla popolazione nera nel sud del Sudan. Guardate il pericolo terribile, in cui un'intera comunità di Cristiani si trova in Libano. Guardate la politica dichiarata dell'OLP, che nel suo Patto della Palestina prevede la distruzione dello Stato di Israele, che nega qualsiasi forma di compromesso sulla questione palestinese, e che, nelle parole del suo rappresentante solo l'altro giorno in questo stesso edificio, considera Tel Aviv un “territorio occupato”. 

Guardate tutto questo e vedrete davanti a voi la causa principale della risoluzione perniciosa portata dinanzi a questa Assemblea. Vedrete i mali gemelli di questo mondo al lavoro: l'odio cieco dei fautori arabi della presente risoluzione, e l'ignoranza abissale e la malvagità di coloro che li sostengono.

La questione prima di questa Assemblea non è Israele e non è il Sionismo.
Il problema è il destino di questa Organizzazione. Concepita nello spirito dei profeti d'Israele, nata da una alleanza anti-nazista, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, è degenerata in un Forum che è stato descritto la settimana scorsa da uno dei maggiori scrittori di un importante organo sociale per il pensiero liberale in Occidente in questo modo, cito:
"è rapidamente diventato una delle creazioni più corrotte e corruttrici di tutta la storia delle istituzioni umane... pressoché senza eccezioni, la maggioranza proviene da Stati noti per l'oppressione razzista di ogni colore immaginabile...""Israele è una democrazia sociale ...il suo popolo e il suo Governo hanno un profondo rispetto per la vita umana, così appassionato che, nonostante ogni provocazione immaginabile, si sono rifiutati per un quarto di secolo di giustiziare anche solo un singolo terrorista catturato. Essi hanno anche una cultura antica ma vigorosa, e una tecnologia fiorente. La combinazione di qualità nazionali che hanno assemblato nelle loro breve esistenza come Stato è una perenne condanna che inasprisce la maggior parte dei nuovi paesi i cui rappresentanti si pavoneggiano nel palazzo delle Nazioni Unite."Così Israele è invidiato e odiato, e ogni sforzo viene messo in atto per distruggerlo. Lo sterminio degli israeliani è stato a lungo l'obiettivo principale del terrorismo internazionale, ma hanno calcolato che se si può spezzare Israele, allora tutto il resto della civiltà è vulnerabile ai loro assalti".


E poi conclude:
"La triste verità, temo, è che le candele della civiltà stanno bruciando sempre più in basso. Il mondo è sempre più governato non tanto dal capitalismo, o dal comunismo o dalla democrazia sociale, o addirittura dalla barbarie tribale, quanto piuttosto da un lessico falso, fatto di cliché politici, accumulato in oltre mezzo secolo e che ora sta assumendo una sorta di degenerazione verso l'autorità sacerdotale... Tutti noi sappiamo di che si tratta..."

Nel corso dei secoli è toccato in sorte al mio popolo di essere la cartina al tornasole della decenza umana, il metro di paragone della civiltà, il crogiolo in cui duraturi valori umani devono essere testati. Il livello di umanità di una nazione potrebbe sempre essere giudicato dal suo comportamento verso la sua popolazione ebraica.
E 'sempre cominciato con gli ebrei, ma non si è conclusa con loro.
Profughi ebrei in fuga dai paesi arabi e africani
I pogrom anti-ebraici nella Russia zarista erano solo la punta di un iceberg che ha rivelato il marciume intrinseco del regime, che ben presto scomparve nella tempesta della rivoluzione. Gli eccessi antisemiti dei nazisti solo pallidamente prefigurarono la catastrofe che doveva colpire l'umanità in Europa.
Questa scellerata risoluzione deve suonare la sveglia per tutte le persone oneste del mondo. Il popolo ebraico, come cartina al tornasole, purtroppo non ha mai commesso un errore. Le implicazioni inerenti a questa mossa vergognosa sono davvero terrificanti.

Su questo tema, il mondo rappresentato in questa sala si è diviso in buono e cattivo, dignitoso e abietto, umano e degradato. 
Noi, Popolo Ebraico, ricorderemo nella storia la nostra gratitudine a quelle nazioni che si sono alzate in piedi e che hanno rifiutato di sostenere questa proposta sciagurata. So che questo episodio avrà rafforzato le forze della libertà e del decoro in questo mondo e li hanno fortificati nella loro volontà di rafforzare gli ideali che tanto apprezzano.
So che questo episodio avrà rafforzato il Sionismo come ha indebolito le Nazioni Unite.

Mentre sono su questa tribuna, la storia lunga e orgogliosa del mio popolo si dipana davanti al mio occhio interiore, vedo gli oppressori del nostro popolo nel corso dei secoli che passano uno dopo l'altro in una nefanda processione verso l'oblio.
Mi trovo qui davanti a voi in qualità di rappresentante di un popolo forte e rigoglioso, che è sopravvissuto a tutti e che sopravviverà a questo spettacolo vergognoso e ai sostenitori di questa risoluzione. Io sono qui come rappresentante di un popolo di profeti, che ha dato a questo mondo la profezia sublime che animava i fondatori di questa Organizzazione mondiale e che adorna l'ingresso di questo edificio:
"... Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra" (Isaia ii, 4)

Tre versi prima di questo, il profeta Isaia proclamava:
"E avverrà negli ultimi giorni... Poiché da Sion uscirà la legge e la parola del Signore da Gerusalemme". (Isaia, ii, 2 e 3)

Mentre sono su questa tribuna, i grandi momenti della storia ebraica mi vengono in mente mentre vi affronto, ancora una volta in inferiorità numerica e come aspirante vittima di odio, ignoranza e male.
Ripenso a quei grandi momenti. Ricordo la grandezza di una nazione che ho l'onore di rappresentare in questo forum. Ho in mente in questo momento tutto il Popolo Ebraico in tutto il mondo ovunque i suoi membri si trovino, sia in libertà che in schiavitù, le cui preghiere e i cui pensieri sono con me in questo momento.

Io sono qui non come supplice.
Votate come le vostre coscienze e la vostra morale vi impongono. Poiché il problema non è Israele o il Sionismo. Il problema è la sopravvivenza dell'Organizzazione che è stata trascinata al suo livello più basso di discredito da una coalizione di dispotismi e di razzisti.

Il voto di ogni delegazione registrerà nella storia la posizione del suo paese rispetto al razzismo antisemita e anti-ebraico.
Voi stessi porterete la responsabilità per la vostra presa di posizione di fronte alla storia, poiché in ragione della vostra posizione sarete visti dalla storia. Ma noi, Popolo Ebraico, non dimentichiamo.

Per noi, il Popolo Ebraico, questo non è che un episodio di passaggio in una storia ricca e piena di eventi.
Abbiamo messo la nostra fiducia nella nostra Provvidenza, nella nostra fede e nel nostro credo, nella nostra tradizione santificata dal tempo, nella nostra lotta per l'avanzamento sociale e per i valori umani, nelle nostra gente, ovunque si trovi. 


Chaim Herzog durante la conclusione del suo discorso in gesto di protesta strappa
la risoluzione che  prevede l'equiparazione di Sionismo e razzismo

Per noi, il Popolo Ebraico, questa risoluzione, basata sull'odio, la menzogna e l'arroganza, è priva di qualsiasi valore morale o legale. Per noi, il Popolo Ebraico, questo non è altro che un pezzo di carta, e verrà trattato come tale.

Antisionismo e/o antisemitismo: la parola agli studiosi (2002-2003)

La libreria di Celso a Efeso


Riportiamo qui volentieri l'articolo Antisemitismo e antisionismo: il dibattito tra gli studiosi, messo in rete dall'ottimo sito OSSERVATORIO SUL PREGIUDIZIO ANTIEBRAICO CONTEMPORANEO, che vi invitiamo ad esplorareGli stralci che qui riportiamo sono tratti dal rapporto EUMC 2002-2003 pagg.228-232 (traduzione italiana non ufficiale).


Il dibattito su antisemitismo e anti-sionismo [331]
Un altro problema, particolarmente presente nei dibattiti recenti sull’antisemitismo, è se l’anti-sionismo rappresenti o no, di per sé, una forma di antisemitismo. Strettamente legati a questo sono altri due problemi: dove si situa il confine tra una critica “giustificata” di Israele ed una critica “antisemita”? In quale misura le comunità e le istituzioni fuori da Israele si vedono come rappresentanti di Israele? Ed è di per sé antisemitismo se le comunità ed istituzioni ebraiche diventano un bersaglio delle proteste contro Israele e/o le sue politiche?

 Abraham Foxman, direttore nazionale della ‘Anti-Defamation League’ (ADL):
“ciò che alcuni chiamano anti-sionismo è, in realtà, antisemitismo – sempre, ovunque e in ogni circostanza.” [332]  
“la maggior parte degli attacchi correnti ad Israele e al sionismo non riguardano, alla fine, le politiche e la condotta di un particolare stato-nazione. Riguardano gli ebrei.” [333]
Foxman definisce il sionismo “nazionalismo ebraico, paragonabile al nazionalismo abbracciato dalla maggior parte dei gruppi etnici nel mondo.” [334] Secondo Foxman, gli antisionisti attaccano esclusivamente il nazionalismo ebraico tacciandolo di  razzismo, ma non condannano gli altri nazionalismi.
Coloro che identificano anti-sionismo e antisemitismo spesso citano Martin Luther King Jr. Viene citata la sua “Lettera ad un amico anti-sionista” dove dice: “[…] E cos’è l’antisionismo? E’ il negare al popolo ebraico un diritto fondamentale che giustamente rivendichiamo per il popolo dell’Africa e accordiamo liberamente a tutte le altre nazioni del globo. E’ DISCRIMINAZIONE contro gli ebrei, amico mio, perché sono ebrei. In breve, è antisemitismo.L’anti-semita si rallegra ad ogni opportunità che gli si presenta di dare sfogo alla sua malevolenza. I tempi hanno reso impopolare, in Occidente, l’espressione aperta dell’odio contro gli ebrei. Pertanto, l’anti-semita deve costantemente cercare nuove forme e nuovi spazi per il suo veleno.  Come deve divertirsi nel suo nuovo mascheramento! Non odia gli ebrei, è solo ‘anti-sionista’!” [335]

Antony Lerman, ex direttore esecutivo dell’ “Institute for Jewish Policy Research" di Londra:
Identificare l’ anti-sionismo con l’antisemitismo “prosciuga la parola antisemitismo di un qualsivoglia significato utile”. [336] Quando si esaminano le caratteristiche degli episodi di anti-sionismo, è indispensabile prendere in considerazione “quelle cose che gli storici hanno tradizionalmente considerato come costituenti una visione del mondo antisemita: l’odio degli ebrei in quanto tali, credenza in un complotto ebraico mondiale, […]”.[337]

Peter Pulzer, Presidente del “Leo Baeck Institute” di Londra, ha cercato di definire in modo operativo la linea divisoria tra la critica ad Israele e l’antisemitismo nell’analisi dei media sulla base di una lista di sette domande:
si attaccano collettività anonime come “la comunità ebraica”, “la LOBBY ebraica”, o “il voto ebraico”?
è sottolineata l’affiliazione etnica o religiosa dei soggetti?
si esagerano il potere o lo status economico degli ebrei?;
è lamentato il fatto  che ogni critica di Israele viene automaticamente denunciato come antisemitismo oppure ogni denuncia di  atti antisemiti o terrorismo suicida sono accompagnati da un “ma…”?
Israele, il suo governo e le sue politiche sono paragonati al nazismo e alla politica sudafricana dell’apartheid?
i boicottaggi o le sanzioni proposte sono dirette solo contro Israele e non contro gli altri paesi che violano i diritti umani e la legge internazionale?
Pulzer aggiunge che la decisione se qualificare o meno una data critica come antisemita dipende dal contesto e, inoltre, distingue tra intenzioni esplicitamente antisemite e casi in cui l’effetto risultante è antisemita, anche se non lo è l’intenzione dello scrivente o dell’oratore.[338]

Jonathan Freedland, giornalista britannico, nel libro di Iganski e Kosmin “A New Antisemitism?” incomincia la sua analisi dalla definizione del Collins Dictionary di antisemita (“una persona che perseguita o discrimina gli ebrei”) e di sionismo (“un movimento politico per fondare e sostenere una patria nazionale per gli ebrei in Palestina”). Egli conclude, sulla base di quest’ultima definizione, che un anti-sionista è colui che si oppone al diritto all’esistenza (in Palestina)  dello stato ebraico. Secondo Freedland, la più lampante delle collisioni  tra antisemitismo, in quanto odio degli ebrei, e anti-sionismo, come opposizione ad un’idea specifica, si verifica “quando gli anti-sionisti, inavvertitamente o no, utilizzano un linguaggio o un immaginario antisemita per promuovere la loro causa:” [339] Freedland descrive l’identificazione di Israele, il sionismo e/o gli ebrei con il nazismo come “la più problematica di tutte le espressioni di anti-sionismo.” “se l’anti-sionismo può essere identificato con l’antisemitismo, allora anche ebrei e sionisti sono identici.”[340]
Freedland in effetti si riferisce ad un’analisi condotta dall’ “Institute for Jewish Policy Research” nel 1995, che arrivò alla conclusione che per la stragrande maggioranza degli ebrei britannici “lo stato ebraico è divenuto inseparabile dalla loro ebraicità […] Questo dovrebbe almeno far esitare gli anti-sionisti: per quanto essi insistano che la loro condanna riguarda solo i sionisti, e non gli ebrei, questo non è il modo in cui tale condanna è vissuta dagli ebrei.”[341]Secondo Freedland  l’anti-sionismo diventa antisemitismo quando concentra la  sua critica su Israele e la sua politica in modo esclusivo, senza fare lo stesso per tutti gli altri paesi (che hanno storie simili). Egli ne conclude che alcuni anti-sionisti sono antisemiti, ma che altri “ presentano una sfida convincente ai nostri valori fondamentali.”[342

Werner Bergmann, del “Centre of Research on Antisemitism” di Berlino:
l ’antisemitismo può, dopo il 1945, assumere la forma dell’anti-sionismo e considerare “gli ebrei” collettivamente responsabili della politica israeliana. In particolare nella Germania post-nazista è andata sviluppandosi una forma di antisemitismo come rifiuto della colpa, che mirava a trascurare o diminuire la colpa attribuendola “agli ebrei”.[343] La Guerra dei Sei Giorni ha portato ad un cambiamento nella percezione di Israele. In particolare, i paesi comunisti, i paesi del Terzo Mondo e la sinistra radicale in Europa occidentale hanno reagito con una brusca svolta in direzione di un anti-sionismo non scevro di antisemitismo.[344]

Zeev Sternhell, scienziato politico alla Hebrew University di Gerusalemme: è necessario fare una distinzione tra antisemitismo, anti-sionismo e critica di Israele e delle sue politiche. “L’anti-sionismo, nella forma di un ‘a-sionismo’ e nella forma di anti-nazionalismo, non è un fenomeno antisemita”. Tuttavia, l’anti-sionismo diventa immorale quando è espresso con l’intenzione di delegittimare l’esistenza dello stato di Israele.[345]

Brian Klug, professore associato di filosofia alla Saint Xavier University di Chicago: alcuni dei sostenitori della posizione secondo cui “non si può essere contro Israele o il sionismo[…] senza essere anti-semiti” esibiscono esattamente ciò che alcuni considerano un atteggiamento antisemita, ovvero identificare Israele con ‘gli ebrei’; citando Hillel Harkin: “Israele è lo stato degli ebrei.[…] Diffamare Israele è diffamare gli ebrei. Volere che non fosse mai esistito, o che cessasse di esistere, è voler distruggere gli ebrei.”[346] Anti-sionismo e antisemitismo sono variabili indipendenti: l’antisemitismo può prendere la forma dell’ anti-sionismo, ma esiste anche un anti-sionismo che non si basa sull’antisemitismo. Il termine “anti-sionismo” si riferisce a svariate diverse posizioni rispetto ad Israele ed alla sua condizione di stato ebraico: “esse comprendono l’opinione secondo cui lo stato di Israele non ha diritto di esistere; che non sarebbe dovuto essere stato fondato dal principio; che non dovrebbe continuare ad esistere affatto; o che non dovrebbe continuare a sopravvivere come sistema politico specificatamente ebraico” [347]. Non vi è nulla di intrinsecamente o inevitabilmente antisemita in queste posizioni anti-sioniste. Anche nel caso in cui Israele sia separato dagli altri stati e criticato con parzialità non ne consegue che l’ostilità verso Israele sia antisemita. Mentre i Palestinesi sono divenuti un  simbolo della lotta per l’autodeterminazione del terzo mondo, Israele è percepito da molti come una creazione europea e come il risultato di un movimento colonialista. Pertanto, secondo Klug, l’ostilità verso Israele riflette in molti casi “interessi territoriali, economici e politici insieme a principi generali di giustizia e diritti umani; non [riflette un] PREGIUDIZIO antisemita”.[348]  Klug vede la sua opinione sostenuta dal fatto che l’ostilità verso Israele varia in riferimento alla situazione politica del Medio Oriente. Inoltre egli nota come sia difficile “valutare il grado in cui la nuova ondata di ostilità contro gli ebrei, che si irradia dal Medio Oriente, sia antisemita.” Il problema centrale qui, secondo Klug, è se la falsa credenza che tutti gli ebrei sono sionisti, o che tutti gli ebrei si identificano con Israele, o che tutti gli ebrei che si identificano con Israele sostengono le sue politiche, rifletta atteggiamenti antisemiti (basati su un pregiudizio a priori) o non esprima piuttosto una generalizzazione (basata su conclusioni particolari che  eccedono il dato dell’evidenza). Quest’ultimo caso, secondo Klug, è condannabile ma non è antisemitismo.[349]D’altra parte, Klug sottolinea che tutto ciò non significa che l’antisemitismo “non possa entrare e di fatto non entri nell’anti-sionismo.” [350] Per lui, l’antisemitismo nel mondo arabo e musulmano è, comunque, una “formazione secondaria”, che non ha avuto una tradizione alle spalle prima che il conflitto politico con Israele rendesse conveniente incominciare a usare l’antisemitismo e incorporarlo ideologicamente come risorsa retorica – un processo che nel corso del tempo è andato sempre più assumendo una vita autonoma.[351]


Note:
[331] La sezione “Il dibattito su antisemitismo e anti-sionismo” delinea alcuni dei punti di riferimento del dibattito recente sulla questione del rapporto tra anti-sionismo e antisemitismo. Pertanto, non sono citati tutti i contributi a questo dibattito, quanto piuttosto una selezione descrittiva delle diverse posizioni.
[332] Abraham H Foxman: Never Again? New York: HarperCollins 2003, p.18
[333] Ibidem p.21
[334] Ibidem p. 17
[335] Martin Luther King Jr. : “Letter to an anti-Zionist friend”. Saturday Review, 47, August 1967, p. 76. Ristampato in M.L. King Jr, This I Believe: Selections from the Writings of Dr. Martin Luther King Jr. (New York, 1971), pp.234-235.[
336] Antony Lerman: Sense on antisemitism: In: Paul Iganski e Barry Kosmin, (a cura di): A New Antisemitism? Debating Judeophobia in 21st Century Britain. London: Profile, 2003, p.59
[337] Ibidem p. 59
[338] Peter Pulzer: “The new antisemitism, or when is a taboo not a taboo? : In: Paul Iganski e Barry Kosmin, (a cura di): A New Antisemitism? Debating Judeophobia in 21st Century Britain. London: Profile, 2003, pp. 96 e seg.
[339] Jonathan Freedland: “Is anti-Zionism antisemitism? : In: Paul Iganski e Barry Kosmin, (a cura di): A New Antisemitism? Debating Judeophobia in 21st Century Britain. London: Profile, 2003, p. 119
[340] Ibidem p.122
[341] Ibidem p.122 [342] Ibidem p.129 
[343] Vedi Werner Bergmann: Geschichte des Antisemitismus. München: Beck 2002, pp.117 e seg.
[344] Ibidem p. 127
[345] Zeev Sternhell: L’antisémitisme: un problème Européen. Conference Presentation at Tel Aviv University, Novembre 2002. In: Is There a New Anti-Semitism? Tel Aviv, 2003. pp 66-70
[346] Hillel Harkin: The return of anti-Semitism. Wall Street Journal, 5 February 2002. Citato in Brian Klug: The collective Jew: Israel and the new antisemitism. In: Patterns of Prejudice, Vol. 37, No 2, June 2003, Routledge, p.125.
[347] Brian Klug: The collective Jew: Israel and the new antisemitism. In: Patterns of Prejudice, Vol. 37, No 2, June 2003, Routledge, p.129.
[348] Ibidem p.132
[349] Ibidem p.137
[350] Ibidem p. 134
[351] Bernard Lewis: The Arab world discovers anti-Semitism. In: Sander L. Gilman and Steven T. Katz (a cura di): Anti-Semitism in Times of Crises, New York: New York University Press, 1991. Citato in: Brian Klug: The collective Jew: Israel and the new antisemitism. In: Patterns of Prejudice, Vol. 37, No 2, June 2003, Routledge, p.134. Vedi anche Michael Kiefer: Antisemitismus in islamischen Gesellschaften. Düsseldorf: Verlag für gleichberechtigte Kommunikation, 2002. 

Pacifisti? L'ISM e la "liberazione della Palestina"

ISM Exposed: How the ISM Sucker-Punched the IDF Again

By: Lee Kaplan 



Attivisti dell'ISM posano con gli AK47s a Jericho a fianco dei
terroristi delle Brigata dei Martiri di Al Aksa
 

Ho passato gli ultimi otto anni della mia vita di giornalista sotto coperturadocumentandomi sul funzionamento interno del International Solidarity Movement (ISM), negli Stati Uniti e all'estero.
Sono passato attraverso i loro corsi di formazione ed ho i loro manuali di addestramento. Curo un sito web che elenca la storia, la tattica e le manipolazioni dei media da parte dell'ISM e della loro leadership. Sono stato anche responsabile dell'allontanamento di oltre 200 attivisti di ISM da Israele, tra cui alcuni attivisti facenti parte della loro leadership nordamericana.


Ai loro incontri di orientamento negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ai quali ho partecipato come volontario ISM, siamo stati informati che il nostro scopo era quello di molestare l'esercito israeliano in ogni modo possibile al fine di vanificare le loro operazioni anti-terrorismo. Siamo stati informati che l'ISM si coordina con Hamas, la Jihad islamica, e il PFLP, i quali sono costantemente informati delle nostre sedi nei villaggi. Se avessimo incontrato terroristi armati nella West Bank o a Gaza, ci fu detto, basta salutarli e andare avanti, dal momento che sono ben consapevoli che siamo li' per aiutarli.

In una intervista registrata in occasione della Ohio State Conference, Adam Shapiro, co-fondatore della ISM, personalmente mi disse che ad ogni manifestazione ISM
c'erano addestratori palestinesi in incognito, per dirigere le attività.  Mi disse anche di come attivisti dell'ISM fossero utilizzati  per indirizzare il fuoco dei cecchini sui soldati dell'DF quando fosse richiesto. 

Lisa Nessan, una degli addestratori ISM, mi disse in una conferenza ISM a Georgetown che fare lo  "scudo umano" di fronte a un terrorista armato che lancia pietre o uccide un soldato israeliano sarebbe stato considerato "non violento". 


Joseph Carr, conosciuto come  Joseph Smith, un altro addestratore ISM, mi disse in un'intervista telefonica registrata, di come lui e Rachel Corrie  avessero recuperato il cadavere di un terrorista di Hamas a Gaza, in una zona di combattimento, solo poche settimane prima che la Corrie fosse uccisa da un bulldozer israeliano. Alla domanda se temeva arresto da parte della IDF, allegramente rispose: 'no' perché sapeva che i cecchini arabi sarebbero stati dietro di lei a sparare. Rachel Corrie, che è stata addestrata dalla ISM e aveva letto il manuale, sapeva anche che i cecchini arabi avrebbero sparato ai soldati dell'IDF di guida al bulldozer, qualora fossero scesi per farla spostare. 

L'ISM utilizza un motto coniato dal defunto Malcolm X - "Con ogni mezzo necessario" - per attuare ciò che essi considerano essere tattica rivoluzionaria; far cadere lo Stato ebraico lo considerano il primo passo per abbattere la democrazia occidentale. Menzogna e manipolazione dei media sono benvenuti ed elevati a forma d'arte. Parlare di 'resistenza non violenta' è solo ad uso e consumo dei media, dal momento che l'ISM promuove la 'resistenza' armata rivoluzionaria contro Israele, facendo da scudi umani per i terroristi.

E così, è in questo contesto che per due ore che portano al video di due minuti del colonnello Shalom Eisner che colpisce l'attivista danese dell'ISM, Andreas Ayas, l'ISM ha usato biciclettecorpi, e persino le aggressioni fisiche per ostacolare la IDF  e prevenire l'operazione anti-terrorismo. All'inizio della giornata, il colonnello Eisner è stato colpito da un bastone brandito da un attivista ISM, uscendone con  un paio di dita rotte.

A 11 secondi dall'inizio del video si puo' vedere il colonnello Eisner che ordina agli attivisti dell' ISM di disperdersi, uno dei quali, alla sua destra, porta un berretto da baseball. Il colonnello sta tenendo la sua arma come un bastone per creare una linea che non doveva essere attraversata. Dal suo modo di tenere  l'arma si evince che la sua mano è ferita. Ayas volta le spalle alla telecamera, e si trova ad affrontare il colonnello in primo piano.

Il film viene poi manipolato dall'editing. Il volontario Ism con il cappellino da baseball cammina dietro il colonnello Eisner per spezzare la linea di dispersione che il colonnello aveva tracciato con la sua arma. Gli attivisti ISM abitualmente si mescolano tra i soldati e la polizia nel tentativo di separare e liberare i loro compagni che sono stati arrestati, come dimostra questo video girato a  Hebron  . Gli attivisti ISM sono addestrati a gridare "all'omicidio" , "tirate sui soldati", per creare caos davanti alle telecamere. Soprattutto, non consentono alla polizia o ai  soldati di creare una linea. Hanno seguito fedelmente lo script in questo episodio.

Al 13° secondo,  il film è stato modificato per mostrare Ayas guardare provocatoriamente il colonnello, invece di allontanarsi come altri attivisti ISM stavano facendo. Un osservatore casuale potrebbe pensare che Ayas non facesse altro che stare . Gli occhi del colonnello guardano Ayas che lo sfida verbalmente e  rifiuta di muoversi. Questo si adatta al copione ISM: gli attivisti dicono che i soldati non possono far loro del male per paura della punizione, e nel caso improbabile che lo facciano, le telecamere saranno lì per prendere il "momento Kodak" per i loro video di propaganda di una settimana su YouTube . Il colonnello, davanti a un irremovibile e inamovibile agitatore, cerca di tenere la linea con un paio di dita spezzate, poi colpisce Ayas. Il console danese puo' esigere una spiegazione, ma il colonnello Eisner non ha fatto nulla più che la polizia danese farebbe con anarchici indisciplinati, come mostra questo video 

Al 26° secondo si vede Ayas in primo piano esibire il colpo: solo un labbro tagliato, senza feriti gravi e  abbandonare la telecamera. Tuttavia, nella stessa scena, possiamo anche distinguere il colonnello Eisner mentre cerca di trattenere l'uomo con il berretto da baseball, che aveva preso il posto di Ayas. Il colonnello tenta di arrestarlo, ma a causa del suo infortunio alla mano, non riesce a trattenerlo, e un altro attivista ISM afferra l'uomo con il berretto da baseball e lo aiuta a fuggire. L'intruso viene arrestato da altri soldati, mentre il colonnello Eisner è relegato al ruolo di spettatore, dato che chiaramente non gli è possibile utilizzare una delle sue mani. Il resto del video mostra donne dell' ISM che rompono la linea e interferiscono con i soldati ancora una volta, un' altro tattica anarchica è quella di mandare le donne in modo che possa essere poi gridato che i soldati abusano del gentil sesso. Sia come sia, chiunque venga sorpreso a interferire con l'arresto o addirittura toccare un poliziotto suscita una risposta senza compromessi in qualsiasi paese occidentale. La fine del film mostra una donna che arrestata, a fianco dell'attivista ISM che aveva interferito  con il colonnello, chiacchera tranquillamente con Eisner.  

 Come accennato, gli attivisti dell'ISM non hanno paura né rispetto dei soldati israeliani. Viene loro detto che i soldati in realtà non hanno alcuna autorità su di loro e hanno l'ordine di non far loro del male; gli attivisti sono quindi incoraggiati a sfidare i soldati ad ogni turno. Se richiesto da parte dei soldati di allontanarsi di dieci piedi, sono stati addestrati a farlo solo di un metro e mezzo, al fine di mantenere un livello costante e intenso di interferenza. Nel corso di  formazione ci dicevano che i soldati sono autorizzati a fermarci, ma non ad arrestarci, e che devono chiamare e aspettare la polizia, un'attesa che facilita la fuga. Ci dicevano di fotocopiare i passaporti in modo che, se sequestrati, avremmo potuto squagliarcela. L'addestramento sottolineava che quando ci fossimo trovati in zone militari chiuse, come quella nella quale è stato colpito Ayas, e se l'ordine fosse stato di disperderci o lasciare la zona, avremmo dovuto rifiutare e chiedere di vedere gli ordini del soldato per iscritto.

 Questa pratica elaborata ha sostanzialmente trasformato l'interferenza con l'IDF in un gioco eccitante per quegli anarchici universitari, in America e in Europa, che vengano arruolati per "vacanze estive in Palestina allo scopo di creare disordini con i soldati dell'IDF . In una sorta di perverso "pacchetto", possono ottenere l'esperienza "rivoluzionaria" e scatenare l'inferno, senza il rischio di essere uccisi - come invece succederebbe in Piazza Tiananmen o a Tehran - o sopportare il rude trattamento di un agente di polizia americana. Interferire con la IDF e aiutare gli arabi ad attaccarli ha conferito lo status di cult agli attivisti ISM delle università americane, e ora un'università ha anche un corso dedicato all'ISM, per preparare gli studenti per tali missioni.  


Aspiranti Andreas Ayas sono arruolati ogni settimana nei campus degli Stati Uniti e del Regno Unito; il colonnello Eisner  è stato solo un'altra pedina - e vittima - nel piano di gioco dell'ISM.




 http://www.jewishpress.com/indepth/analysis/ism-exposed-how-the-ism-sucker-punched-the-idf-again/2012/04/18/0/?print