Visualizzazione post con etichetta antisemitismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta antisemitismo. Mostra tutti i post

giovedì 8 agosto 2013

David Lloyd George: dalla Dichiarazione Balfour all'infamia del White Paper. Gli inglesi non mantennero il patto con la comunità ebraica




David Lloyd George fu il Primo Ministro inglese con cui la Gran Bretagna aveva vinto la Prima Guerra Mondiale e sotto il cui governo era stata stilata la Dichiarazione Balfour. Nel 1939 si schierò contro il MacDonald White Paper (l'infame documento che faceva seguito al Libro Bianco di Churchill del 1922) con cui, di fatto, si impediva agli Ebrei l'ingresso in Palestina, proprio nel momento in cui in Europa si faceva sempre più incalzante l'incubo nazista.


Questo il suo discorso alla radio, a 6 giorni dall'approvazione del documento:


Poiché ero primo ministro nel momento di avvio della famosa Dichiarazione Balfour, naturalmente ero associato molto strettamente con tale eminente statista nella preparazione del documento (...) uomini di tutte le correnti erano impegnati nella preparazione di tale documento. E' utile a questo punto rendere noti alcuni dei fatti che ci hanno spinti a perseguire questa politica.Venticinque anni fa l'impero Britannico si trovava impegnato per la causa della giustizia internazionale in una lotta per la vita o per la morte contro il più formidabile impero militare del mondo. Nel 1917 il conflitto aveva raggiunto una fase critica, quando l'esito appariva più che mai incerto. Sulla bilancia il peso della vittoria sembrava pendere dalla parte dei militaristi tedeschi. Per raggiungere il loro obiettivo, i leader di entrambe le parti in questo conflitto, facevano ogni sforzo per attirare dalla loro parte tutte le forze e le risorse disponibili, interne e neutrali. 
Gli alleati, come anche i loro nemici, avevano capito l'indubbia influenza e le opportunità che gli Ebrei discendenti della grande diaspora avrebbero potuto avere ed usare in punti vitali del vasto campo di battaglia. I combattenti entrarono quindi in una gara per la cattura di tale influenza. Entrambe le parti proposero ai leader ebraici, come ricompensa del loro sostegno, che in caso di vittoria avrebbero assicurato ad Israele la realizzazione dei suoi sogni, il restauro di una Casa per i suoi Figli nella terra che è stata resa immortale dal contributo che i loro antenati, in quel luogo, hanno dato per tutto ciò che vi è di più nobile nella nostra civiltà. 
Gli Ebrei hanno scelto di accettare la nostra parola a preferenza di quella data loro dai tedeschi. La famosa dichiarazione Balfour sulla creazione di una patria per gli ebrei nella terra di Canaan non è stata un'offerta scaturita dalla nostra grazia sovrabbondante. E' importante e si deve tenere ben presente che si trattava di un patto che richiedeva il contraccambio per la valida offerta fatta a noi: l'effettivo sostegno degli ebrei di tutto il mondo per causa alleata, particolarmente in America, in Russia e nell'Europa Centrale. Tutti i partiti, Conservatori, Liberali, Socialisti, senza eccezioni e senza proteste accettarono questa dichiarazione non solo in Gran Bretagna, ma in tutti i paesi alleati e associati. 
Gli Ebrei hanno lealmente mantenuto la loro parte del patto, adesso noi stiamo cercando di scivolare fuori dalla nostra parte. Le maliziose manovre operate negli ultimi anni da Italiani e Tedeschi in mezzo ad una piccola parte degli Arabi ci hanno spinto a compiere un atto di nazionale perfidia che porterà disonore al nome britannico. Ci ha già inimicato la potente comunità degli Ebrei, che raggiunge in complesso un totale di 17 milioni di persone, residenti in ogni parte del globo. Prenderà forza la profonda e disastrosa convinzione che la nostra parola d'onore non può più essere creduta se il mantenerla ci costa qualcosa. Fino a poco tempo fa la Gran Bretagna era considerata un Paese che mantiene sempre la sua parola, adesso corre il rischio di perdere questa onorevole fama. La maggior parte dei nostri problemi in questi ultimi anni è venuta dal fatto che ogni volta che la nostra parola data si è scontrata con qualche difficoltà il nostro sì non è stato più sì, e il nostro no, non è stato più no. Il nostro tragitto da Pechino al Monte Sion, è pieno di promesse non mantenute. 
Concludo citando un grande detto di Mr. Eden: "Non si può costruire la pace nel mondo se non sulla base della buona fede internazionale".


_____________________
la trascrizione del discorso di David Lloyd George è stata tratta dalla traccia audio pubblicata a questo indirizzo: http://www.ilvangelo-israele.it/approfondimenti/Imbroglio_britannico.html, ringraziamo gli autori per aver reso disponibile nel web questo fondamentale documento.

martedì 6 agosto 2013

Tra antisionismo e antisemitismo: fare Politica in Italia nel 2011



di Sergio Di Cori Modigliani

I primi sei mesi del 2011 consegnano all’Italia un ennesimo triste record e primato: il nostro paese è stato identificato e segnalato dalla apposita commissione dell’Onu -che si occupa di monitorare i fenomeni di discriminazione e violazione dei diritti civili nelle diverse nazioni- come lo stato sovrano  in cui si sta diffondendo “in maniera sempre più massiccia e allarmante il fenomeno di massa dell’anti-semitismo”.

L’annoso problema dell’anti-semitismo emerge alla ribalta in questi giorni perché a Milano si sta svolgendo l’Expo dei prodotti di Israele e un festival della cultura ebraica. Il Comune aveva precedentemente concesso il permesso di aprire gli stand in Piazza Duomo, ma all’indomani dell’elezione a sindaco di Pisapia, diverse associazioni e gruppi (preferiamo sorvolare sui nomi e le identificazioni per sottrarci ad alimentare polemiche e odi inutili) avevano protestato pretendendo che il Comune negasse l’uso di Piazza del Duomo agli imprenditori israeliani, e così, lì per lì era stato apposto il divieto. Tre intellettuali italiani, Ugo Volli, Alessandro Schwed e Andrè Ruth Shammah hanno scritto una lettera aperta alle più alte autorità, sia milanesi che lombarde che nazionali riferendo i dolorosi fatti. Gli anti-semiti (culturalmente ottusi e volgari proprio in quanto vittime del pregiudizio anti-semita) pensavano di poter contare sull’appoggio incondizionato di Pisapia, il quale, nelle loro menti bacate, era scontato si sarebbe schierato dalla loro parte. E invece no. Senza far rumore, senza dar adito a polemiche inutili, senza aggiungere alcool al fuoco, il nuovo sindaco e i suoi collaboratori hanno convocato questi signori, li hanno calmati con semplici quanto severe ed effettive argomentazioni, e hanno stabilito di concedere l’uso del luogo pubblico agli imprenditori israeliani “nel nome di una libertà di pensiero, di diritti civili e di scambi commerciali il cui fine è porre e identificare la città di Milano come città europea aperta a tutti, senza discriminazione alcuna”.
Problema risolto.



A dimostrazione del fatto che basta davvero molto poco per poter esercitare una modalità di gestione del potere che consenta la salvaguardia dei diritti civili di qualsivoglia etnia, gruppo sociale, cultura, credo religioso. Da persona intelligente, abile avvocato, uomo sensibile e incline al rispetto delle diversità, e leader politico lungimirante e acuto, il sindaco di Milano Pisapia ha dato un ottimo esempio di esercizio della democrazia.
Grazie.

Ma Milano, purtroppo non è tutta l’Italia. Qui di seguito alcuni esempi, presentati in maniera secca e sintetica, per offrire una documentazione attuale ai lettori più sensibili sul fenomeno che sta dilagando in maniera davvero allarmante nel nostro paese:

1). Qualche giorno fa un giovane studente israeliano dell’Università di Genova è stato aggredito da un gruppo di studenti arabi che inalberavano, all’interno dell’ateneo un cartello con su scritto “Itbach el Yahud” (sterminiamo gli ebrei).

2) Nelle università di Bologna e Torino, gli studenti universitari israeliani sono discriminati e perseguitati. Amit Peer, uno studente ha dichiarato “ci stimao abituando in Italia a nascondere il fatto di essere ebrei perché ci siamo resi conto che in questo paese è diventato un grave rischio per la propria incolumità”.

3). A Torino, dove si celebrava il “festival della cultura ebraica” alcuni studenti universitari hanno aperto uno stand ove per un euro si dava la possibilità di sferrare un pungo a un cartellone con l’immagine del presidente israeliano, caricaturizzato come all’epoca dei nazisti.

La vignetta di Vauro sul Manifesto


4). Non aiuta di certo il quotidiano “Il Manifesto” che ha pubblicato una vignetta satirica di Vauro, con sotto scritto Mostri Elettorali, in cui si ritrae l’on. Fiamma Nirenstein, vice-presidente della commissione esteri, con sopra stampata la stella di Davide e dei fasci. La didascalia diceva “Fiamma Frankestein”.

5). Il quotidiano L’Unità ha pubblicato un’intervista all’antropologa Nancy Scheper Hughes nel corso della quale questa studiosa sosteneva che lo Stato d’Israele è il leader al mondo nella “gestione e organizzazione del traffico di organi umani” copiando pari pari le argomentazioni del presidente iraniano.

6) L’addetto culturale dell’ambasciata israeliana in Italia, Shai Cohen, invitata a una conferenza all’Università di Pisa, non ha potuto presentare la propria mozione perché investita da gruppi di studenti anti-israeliani che inalberavano cartelli con su scritto “fascista assassina”.

7) L’ambasciatore israeliano Ehud Gol, invitato dal sindaco Renzi a parlare all’Università di Firenze è stato costretto a rinunciare al proprio intervento in conseguenza di una protesta portata avanti da studenti arabi residenti in Toscana che inalberavano cartelli con caricature ann’30 e le scritte “uccidiamo i fascisti, distruggiamo Isarele, fuori gli ebrei dall’Italia”.

Il manifestino denigratorio contro Vendola, accusato di essere
un sionista traditore del popolo italiano da Luisa Morgantini

8) Chi è l'autore di questo ignobile vergognoso e omofobo manifesto che offende la coscienza nazionale di ogni democratico italiano?
In data 22 maggio, l’on. Luisa Morgantini, già vice-presidente della commissione diritti civili della Comunità Europea, deputato eletto nelle file di Rifondazione Comunista, come europarlamentare a Bruxelles, ha protestato sostenendo che Nichi Vendola ha “gettato la maschera” dimostrando di essere un servo dei sionisti definendolo pubblicamente “un traditore venduto alla causa degli assassini israeliani, colpevole di aver pugnalato gli ideali del popolo italiano”. Secondo questo rappresentante dell’Italia in Europa, il governatore della Puglia si sarebbe dovuto rifiutare di ricevere un diplomatico ufficiale, regolarmente accreditato in Italia. Ha inoltre attaccato Nichi Vendola perché ha consentito, come governatore della Puglia, che si svolgesse il festival della cultura a Bari e ha mandato il proprio assessore alla manifestazione.  A spese dei sostenitori di rifondazione comunista ha stampato questo manifesto che ha diffuso per tutta la Puglia incitando l’odio contro Vendola, identificato come amico degli ebrei.

 9). Il consiglio comunale della città di Riccione (dove è molto alta la presenza di studenti arabi di fede mussulmana) ha sponsorizzato un meeting durato quattro giorni intitolato “Il militarismo di Israele” nel corso del quale si spiegava come “gli israeliani non rappresentano gli ebrei; un gruppo di fanatici militaristi ha preso il potere nella terra dei palestinesi per lanciare una guerra contro i fratelli arabi a nome dell’imperialismo statunitense”. In seguito a questo meeting, i quattro supermercati delle Coop e sei supermercati della Conad, in seguito a minacce, hanno tolto dagli scaffali tutti i prodotti israeliani e hanno protestato i contratti commerciali con lo stato di Israele per evitare guai. (tra l’altro erano anche in gioco la fornitura di specifici prodotti di alta tecnologia da applicare all’agricoltura biologica intensiva che sono stati rispediti al mittente a Haifa, in Israele, con conseguente danno all’economia locale di Riccione. Tre aziende locali hanno dichiarato fallimento e hanno chiuso i battenti perché non in grado di poter utilizzare i prodotti acquistati e pagati in seguito alle pressioni politiche ricevute che li hanno “obbligati” a rimandare indietro i prodotti acquistati).

10). Il filosofo Gianni Vattimo ha recentemente scritto che “sto rivalutando il valore dei protocolli dei Savi di Sion e sto cominciando a pensare che esista per davvero una congregazione clandestina di potenti ebrei che controllano il pianeta e che forse questa storiella della Shoah va rivista, e soprattutto rivisitata”.

Questo è tutto. L'elenco potrebbe proseguire.
Il fine del sottoscritto è invitare il lettore a una riflessione, ad approfondire la razionalità, a interrogarsi, a interrogare per cercare di comprendere, di capire.

Non cadiamo nella facile trappola dell'odio e della faziosità.

Il vero nemico non sono gli ebrei. Non sono neppure i mussulmani. Non sono gli arabi.
Il vero nemico è il seme dell'odio, è l'ignoranza, è la superstizione.
L'anti-semitismo è il vero nemico. E' come il razzismo. Come l'omofobia.

E' una  nuova versione post-moderna dello stupro socio/emotivo.



__________________________
L'articolo di Sergio di Cori Modigliani è stato pubblicato sul suo blog Libero Pensiero in data 13 giugno 2011. Titolo originale: La grande lezione di Pisapia e Vendola: uno stimolo verso la democrazia in un paese sempre più pericolosamente fazioso 

domenica 23 settembre 2012

Un film scadente per scatenare la guerra globale?


E’ questa la nuova forma della guerra globale?
settembre 14, 2012
articolo originale: http://bugiedallegambelunghe.wordpress.com/2012/09/14/e-questa-la-nuova-forma-della-guerra-globale/



L’undici settembre questa volta, undici anni dopo, sembrava passare quasi in sordina. Poteva essere effetto, ho pensato, della crisi economica, che occupa gran parte dei pensieri, poteva essere il tempo che passa… E invece, puntuale, qualcosa è successo, ma cosa?


Apparentemente è il trailer di un film. Un film che avrebbe voluto essere un “atto di accusa” contro l’Islam e contro il profeta Muhammed. Un film che, a giudicare da questa sua presentazione, è una delle produzioni più brutte, grossolane e malfatte mai viste negli ultimi tempi. Un film che, se esiste, nessuno ha mai visto, nessuno ha mai recensito (*N.B. la versione di 74 minuti è stata messa a disposizione in rete a distanza di una decina di giorni e si trova a questo link).
Eppure, messo in rete al momento giusto (ed il momento è giusto!) ha sortito l’effetto desiderato.  E’ cominciato al Cairo, con l’assalto all’Ambasciata americana. In quell’Egitto ancora ben lontano perfino da una  parvenza di stabilità che “l’Occidente” aveva già dato per scontata dopo le elezioni. Un paese governato da un presidente che da una parte riarma il Sinai, senza l’accordo di Israele, rompendo cosi’ un patto che risaliva ai tempi di Camp David, nel ’78, quando il Sinai fu dichiarato zona demilitarizzata, per far fronte ai terroristi che scorrazzano nella zona, e dall’altro si presenta al vertice dei Paesi non allineati, a Teheran. Un paese in mano a un gruppo terrorista islamista, i Fratelli Musulmani, dei quali Muhammed Morsi è il rappresentante, che accetta l’apertura di un ufficio di Hamas e grida alle folle che il trattato di pace con Israele è carta straccia, mentre promette alla Clinton rispetto del trattato e protezione dei diritti umani e delle minoranze. Una presidenza, quella di Morsi, che non sembra aver intenzione di spartire il potere con coloro che in Egitto, invece, il potere l’hanno sempre detenuto: l’esercito.


Il 12 agosto 2012, Mohamed Morsi  ha nominato l’ex giudice Mahmud Mekki alla carica di vice presidente. Ha inoltre ritirato la delega di ministro della Difesa e di capo delle Forze armate a Mohammed Tantawi. Ritirata la delega anche al capo di gabinetto, Sami Anan. A guidare le forze armate al posto di Tantawi è stato nominato il generale Abdellatif Sisi, mentre il nuovo capo di gabinetto sarà il generale Sidki Sobhi. Morsi ha, inoltre, cancellato la dichiarazione costituzionale emessa dall’esercito egiziano subito prima della sua nomina a presidente e che dava alle forze armate ampi poteri in materia legislativa. Tantawi è quello che per 20 anni è stato al fianco di Hosni Mubarak e capo della giunta militare alla su caduta. Le iniziative di Morsi hanno determinato il rafforzamento dei partiti islamisti,  quello dei Fratelli Musulmani e quello di Giustizia e Libertà, insieme ai salafiti di al Nour, che avevano contribuito alla sua vittoria. Strano paese l’Egitto, strane cose vi accadono. Domenica 9 settembre, ad esempio il giornale arabo Moheet.com, un giornale di Dubai con una sede al Cairo, riportava la singolare notizia dell’arresto “casuale” di due persone che stavano viaggiando sulla strada Cairo- Ismailia con a bordo della loro auto una bomba descritta “a fissione nucleare”.  Notizia che, seppure tutt’altro che di poco conto, è ripresa solo dal giornale Egypt Indipendent che, confermando sostanzialmente l’accaduto, “ammorbidisce” un po’ i toni nella descrizione della bomba: la chiama ad “alto esplosivo”. E basta. I due, “miracolosamente”, riescono a fuggire e la notizia non appare più su nessun altro blog o giornale del mondo.

Poi, l’11 settembre, l’assalto all’Ambasciata americana, il film.
http://www.youtube.com/watch?v=MAiOEV0v2RM

I Fratelli si fanno aiutare dagli ultras sportivi che cosi’ tanto comodo fecero già durante le rivolte contro Mubarak e dagli utili idioti che credono di stare vendicando un’offesa insanabile.




Si comincia a parlare di questo film. Che cos’è? Chi è il regista? Chi l’ha prodotto? E la farsa comincia a prendere corpo. Il regista, scrivono subito i giornali, si chiama Sam Bacile, ebreo-israeliano-americano. Si puo’ trovare un personaggio più perfetto alla bisogna di questo? La produzione è americana. Siamo a ridosso dell’11 settembre, non dimentichiamolo. I media, soprattutto le televisioni, più veloci dei giornali, e il web si gettano a capofitto sulla notizia. Non ci sono dubbi, inizialmente. Quello che preme è solo prendere le distanze, condannare il film.
Poi, arriva la notizia dell’assalto all’Ambasciata americana a Bengazi. L’assalto del Cairo, nonostante sia partita da li’ la cosa, è subito dimenticato, perché a Bengazi ci sono morti. Uno sicuro, l’ambasciatore statunitense Christopher Stevens. E insieme a lui, quattro o forse cinque tra il personale dell’Ambasciata. E parte la ridda di dichiarazioni:

”Questo e’ un Paese che non riesce a trovare la pace, ma deve anche essere aiutato a trovarla. Mi chiedo: e’ il caso di fare tutta questa propaganda contro il Profeta, offendendo un popolo attraverso la religione? In questo modo si aiutano soltanto le forze estremiste e fondamentaliste che vogliono destabilizzare”. Monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, vescovo di Tripoli, commenta così all’Adnkronos l’attacco alla sede diplomatica in Libia conclusosi con l’uccisione dell’ambasciatore statunitense. ”Bisogna accompagnare la Libia nel suo percorso verso la pace, aiutando il popolo a ritrovare la calma e la serenita’. Film del genere di certo non fanno piacere e possono dare un pretesto agli estremisti”.

Ecco, per monsignor Martinelli i colpevoli sono, eventualmente, coloro che hanno osato un film dissacratorio contro l’Islam, non gli assassini. Eppure, lo stesso giorno, Guido De Sanctis, console italiano a Bengazi, aveva dichiarato all’Adnkronos: ”La violenza non sembra essere stata innescata dal nuovo film su Maometto”. Evidentemente, fin dall’inizio, c’è stato chi qualche dubbio se lo è fatto venire.

Per esempio, già il 12 settembre, The Atlantic scriveva:
“Da mie ricerche a proposito di Sam Bacile, il presunto produttore  dell’ormai famigerato trailer  del film “L’innocenza dei musulmani”.. ho appena chiamato un uomo di nome Steve Klein – uno che si definisce un  attivista militante cristiano, a Riverside, California, descritto in diversi resoconti dei media come consulente al film. Klein mi ha detto che Bacile, il produttore del film, non è israeliano (oh! disdetta), e molto probabilmente non è ebreo (oh! che peccato!) , come è stato riferito, e che il nome è, infatti, uno pseudonimo. Ha detto di non sapere il vero nome di “Bacile” . “Mi ha detto che Bacile lo ha contattato, perché  conosciuto per le sue proteste anti-Islam fuori delle moschee e delle scuole, e perché, ha detto, è un veterano del Vietnam e un esperto nel cercare e svelare cellule di al Qaeda in California. “Dopo l’9/11 sono andato alla ricerca di cellule terroristiche in California e le ho trovate…” Mi ha detto che l’uomo che si è identificato come Bacile gli ha chiesto di contribuire a realizzare il film. Quando gli ho chiesto di descrivere Bacile, ha detto:. “Non so molto su di lui l’ho incontrato, gli ho parlato per un’ora. Non è israeliano, lo posso dire con certezza, lo Stato.. di Israele non è coinvolto, Terry Jones (il radicale pastore cristiano che brucio’ il Corano davanti alle telecamere) non è coinvolto. Il nome (Bacile) è uno pseudonimo. Tutte queste persone dal Medio Oriente con le quali lavoro hanno pseudonimi….ho il sospetto che questa sia una campagna di disinformazione." “Gli ho chiesto chi pensava fosse Sam Bacile. Ha detto che ci sono circa 15 persone associate alla realizzazione del film: “Nessuno di loro è cittadino americano. Sono persone dalla Siria, dalla Turchia, dal Pakistan, alcuni dall’Egitto. Alcuni sono copti, ma la stragrande maggioranza sono evangelici."


Questo sembra essere uno degli articoli apparsi nelle prime, frenetiche ore a caccia di notizie. La stampa europea, lentissimamente, ha dovuto prendere atto della verità che si stava delineando, cosi’ diversa da quella che forse avrebbero desiderato per lo scoop ideale. Poi, nuovi ragguagli. Sam Bacile tramonta, per lasciare il posto a Nakoula Basseley Nakoula. Oh! e chi è? Scrive Israel Hayom: “Autorità statunitensi sospettano che il cristiano copto Nakoula Basseley Nakoula sia dietro alla pellicola anti-Islam, legata al violenti disordini in Egitto e Libia…”


E allora a questo punto perfino la stampa italiana si è dovuta adeguare. Scrive Il Sole24 ore:
"Dietro la falsa identità di Sam Bacile si nasconde in realtà, stando a fonti di polizia e inchieste dei media americani, il volto di Nakoula Basseley Nakoula, un 55enne estremista cristiano copto della California con tanto di fedina penale. Anzi condannato per truffa bancaria nel 2010, gli era stato esplicitamente vietato di utilizzare Internet senza una esplicita autorizzazione di un ufficiale giudiziario. Il Dipartimento della Giustizia ha aperto indagini sull’intera vicenda. 
Del tutto pretestuosa, dunque, l’identità creata ad arte per il truculento filmato “L’innocenza dei Musulmani”: quel Bacile, autore americano di origine israeliana, capace di raccogliere 5 milioni di dollari per girare il suo film da generosi donatori ebraici, non è mai esistito. Quei fondi e quei sostenitori sono un inganno. Nakoula, raggiunto a Cerritos vicino a Los Angeles dove vive prima di dileguarsi, ha ammesso di aver collaborato alla logistica del filmato ma ha continuato a negare di essere lui Bacile. Il suo secondo nome, però, è Basseley, una delle versioni circolate del nome del regista. In passato ha usato alias quali Mark Basseley Youssef e Yussef M. Basseley. E, coincidenza finale, il numero di telefono cellulare dato come contatto per Bacile è stato fatto senza ombra di dubbio risalire direttamente a Nakoula. La sua identità e il suo ruolo sono stati confermati nella notte da agenti federali. Era stato condannato due anni or sono a 21 mesi di carcere e a pagare risarcimenti per 780.000 dollari per truffa ed è tuttora in libertà vigilata….”

Allora, anche Repubblica fornisce  i suoi particolari:
“Su YouTube è stato messo da un certo Moris Sadek, nella versione araba. Lui risulta aderente a tutte le associazioni islamofobiche possibili, fa parte di molte associazioni repubblicane ed è un fan di George Bush jr.  Sadek spiega di averlo fatto per un dovere di verità. Dice di non conoscere personalmente Sam Bacile. Sostiene di averci soltanto parlato al telefono. Da 36 ore a questa parte, Morris Sadek ha cancellato il suo profilo da Facebook. Ma qualcuno di rightwingwatch.org è riuscito a estrarlo comunque dal web. Morris Sadek risulta aderente a tutte le associazioni islamofobiche possibili e immaginabili, è iscritto ai Warriors of Christ (I guerrieri di Dio), è un seguace del famigerato reverendo Terry Jones, è membro di molte associazioni repubblicane ed è un fan sfegatato di George Bush jr. Anche lui ora è uccel di bosco. E immediatamente è nato su Facebook un gruppo denominato: We are all Morris Sadek! (“Siamo tutti Morris Sadek!”).

Beh come farsa, la sua qualità sembra proporzionale a quella del film.

Il Dailybeast ci fornisce ulteriori indicazioni:
“Secondo l’articolo del Law Center, che apparve nel Report sullo stato nella primavera del 2012, Klein ha dichiarato che la California è piena di cellule dormienti di Fratelli musulmani “che sono in attesa della data di attivazione e inizieranno a caso, uccidendo molti di noi come possono.“… “Klein è legato anche al movimento Minuteman, i Guardiani cristiani, e al gruppo anti-musulmano con sede nello Utah chiamato Coraggiosi Cristiani Uniti.
Secondo il suo sito web, il gruppo esiste per difendere il cristianesimo tradizionale contro le sette e le altre “false” religioni e filosofie a tutti livelli, e per sostenere il Corpo di Cristo nell’affrontare tali sfide.
Un loro recente messaggio:  ”L’impegno dei CCU nella realizzazione del ‘The Innocence of muslim’ diventerà presto pubblico. I vostri modi odiosi saranno esposti al mondo.”  Klein ha detto al Daily Mail in un’intervista che delle 15 persone che hanno fatto il film, tre sono stati torturati. “Uno degli amministratori è stato gettato in una cella abbastanza grande solo per starci solo in piedi, per 90 giorni, e gli hanno rotto le gambe. Un altro è stato torturato per sei mesi, ed era uno degli uomini più ricchi del paese"







Quindi, spazzatura politica che produce spazzatura mediatica. Ma la religione offesa, la mancanza di rispetto, la blasfemia in questa storia sono un pretesto o la sostanza? Possibile che una farsa di questo genere possa davvero provocare l’ondata di morti e violenze che stanno scuotendo, ovunque, il mondo islamico?  Scrive Repubblica a proposito dell’attacco a Bengazi, spacciato in un primo momento per “atto spontaneo di fedeli musulmani offesi”:

“La Cnn, citando funzionari americani, ha attribuito ad Al Qaeda la pianificazione e la realizzazione dell’attentato. Su questa ipotesi l’amministrazione resta cauta, e si limita per ora a parlare di “un attacco chiaramente complesso”. Senza però citare la rete che fu di Bin Laden. Gli Stati Uniti hanno deciso di inviare in Libia 200 marines delle forze antiterrorismo e, contemporaneamente, di lanciare un’offensiva con l’uso dei droni contro i campi di addestramento dei gruppi jihadisti. L’attaco di Al Qaeda sarebbe stato deciso per vendicare il numero due dell’organizzazione, Abu Yaya al-Libi, ucciso alcuni mesi fa. Morte confermata da Ayman al-Zawahiri proprio all’alba dell’11 settembre. Lo sostiene il think tank britannico Quilliam, citato oggi dalla Cnn.
La protesta contro il film sarebbe stata dunque soltanto una scusa per un piano già preparato.

E allora, chi e perché ha messo in giro quel trailer? E’ questa la nuova forma pensata per scatenare una guerra globale? Può darsi. Quello che è certo è che, come già sapevano gli antichi romani, sangue, onore, morte sono ingredienti ottimali per far dimenticare al popolo quanto i suoi governanti lo stanno affamando.





martedì 12 giugno 2012

INFORMAZIONE LIBERA, ma che fonti hai? Il negazionismo dietro la foglia di fico





Attenzione ai gruppi facebook di informazione dai nomi rassicuranti e "puliti" che rimbalzano le notizie dal web e fanno opinione in rete, contando sulla superficialità del lettore... chi sono le loro fonti?
Un'ottima ricerca di Vanni Frediani pubblicata in facebook il 
7 giugno 2012:



_________________________

La pagina di informazione in facebook "INFORMAZIONE LIBERA" pubblica oggi "SIRIA SOTTO ASSEDIO: ANCHE I CONTRACTORS IN AZIONE" un articolo di Federico Dal Cortivo affermando di averlo tratto da un sito di nome "europeanphoenix.net".
Ma si tratta di una pudicissima foglia di fico, buona solo a nascondere malamente l'origine di quell'articolo: il sito dei neonazisti di "Italia Sociale".

Chi è l'autore, Federico Dal Cortivo?
Diciamo subito che si guadagna una bella citazione nel più completo documento disponibile in rete (leggilo qui) sul fenomeno dei così detti "fascisti noglobal", cioè quella galassia di gruppuscoli ispirati da anziane cariatidi del neofascismo italiano che, come da tradizione, tentano di infiltrarsi nella sinistra con ambigue parole d'ordine ispirate al ribellismo contro quello che viene tipicamente definito "il sistema".

"Italia Sociale" si autobattezza “Il settimanale del socialismo nazionale”. Il Direttore Responsabile è il solito Ugo Gaudenzi, il Direttore Politico è Federico Dal Cortivo (anche editore). 
Il Responsabile Culturale è invece Roberto Muttoni. 
Fra i collaboratori fissi troviamo il gen. Amos Spiazzi, Stefano Andrade Fajardo, Tazio Poltronieri, il prof. Primo Siena, Franco Andreetto, Andrea Cucco. Fra i collaboratori esterni troviamo ancora i soliti nomi: Carlo Terracciano, Maria Lina Veca, Claudio Mutti, Gian Franco Spotti, Stefano Vernole, Francesco Boco, Ercolina Milanesi, Marco Cottignoli, Savino Frigiola.

In effetti, con una rapida occhiata alla pagina del loro sito denominata "ARCHIVIO LIBRI" troviamo tutta la créme della "cultura", se vogliamo chiamarla così, del neonazismo. Alcuni esempi, tutt'altro che esustivi, della "prestigiosa" collezione:

Adolf Hitler
http://www.italiasociale.net/libri/libri081110-1.html
http://www.italiasociale.net/libri/libri120710-1.html
http://www.italiasociale.net/libri/libri250610-1.html
(e naturalmente anche il Mein Kampf, col titolo pudicamente tradotto in italiano - "la mia battaglia", una chicca per intenditori, ed. Bompiani, 1942)
http://www.italiasociale.net/libri/libri231209-1.html
Julius Evola
http://www.italiasociale.net/libri/libri100910-1.html
http://www.italiasociale.net/libri/libri220510-1.html
Ezra Pound
http://www.italiasociale.net/libri/libri270110-1.html
Arthur De Gobineau
http://www.italiasociale.net/libri/libri100910-3.html
Drieu La Rochelle
http://www.italiasociale.net/libri/libri231209-1.html
Leni Riefenstahl
http://www.italiasociale.net/libri/libri021009-1.html
Carlo Mattogno
http://www.italiasociale.net/libri/libri270110-3.html

Su Italia Sociale scrive naturalmente anche il più famoso esponente del neonazismo in salsa islamica, Dagoberto Husayn Bellucci, che non perde occasione di spiegarci come i "Protocolli dei Savi Anziani di Sion" siano un documento molto ma molto ma molto veritiero.
http://www.italiasociale.net/alzozero09/az130209-4.html
http://www.italiasociale.net/cultura07/cultura010807-2.html
http://www.italiasociale.net/cultura07/cultura021009-1.html

Tra le recensioni dei testi, il nostro Federico Dal Cortivo tesse le lodi di un "opera" di squisito vittimismo fascista (cutzpah):
“La gioia violata” -Crimini contro gli italiani 1940-1946
Di Federica Saina Fasanotti
Ed.Ares
http://www.italiasociale.net/libri/libri291006-1.html

Vediamo invece come viene definito Federico Dal Cortivo da una fonte veramente "autorevole", che quel mondo lo conosce bene, diciamo così, dall'interno: IRIB, il sito ufficiale della propaganda della teocrazia iraniana rivolta al pubblico italiano.

"Federico Dal Cortivo, coordinator del quotidiano Rinascita e direttore dell’agenzia online Italia Sociale è il reppresentante italiano nella seconda Conferenza Internazionale del Disarmo Nucleare a Teheran." (leggi qui)


Niente popo' di meno, rappresentante italiano...
Ora, va bene avere una classe politica in profonda e meritatissima crisi di credibilità, ma che lo decidano a Teheran, dunque, chi rappresenti l'Italia 
su un tema così delicato come il disarmo nucleare, appare francamente eccessivo.



Dunque, coordinator del quotidiano Rinascita? Vediamo di cosa si tratta.
Alcune citazioni:

“Impostura dell’Olocausto" (Olocausto scritto fra virgolette). 
"Costruzione del mito del genocidio, delle camere a gas e dei sei milioni di ebrei uccisi”.“Prodotti di disinfezione come lo Zyklon B” 
“Claude Lanzmann ci ha gratificati con un documentario-documenzognero di oltre nove ore: Shoah” 
“L’Olocausto (sempre tra virgolette) non è decisamente altro che una gigantesca impostura” 
“Il revisionismo non è un’ideologia ma un rimedio alla tentazione dell’ideologia” 
“Le pretese camere a gas hitleriane ed il preteso genocidio degli ebrei formano una sola e medesima menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico finanziaria di cui i principali beneficiari sono lo Stato di Israele ed il sionismo internazionale, e le cui principali vittime sono il popolo tedesco — ma non i suoi dirigenti — e l’intero popolo palestinese.”

Queste sono solo alcune delle vergognose espressioni revisioniste e soprattutto negazioniste della Shoà di un articolo firmato da Robert Faurisson e che sono state pubblicate – senza commento, senza prenderne le distanze, senza alcun senso di vergogna e di pudore – dallo pseudo giornale "Rinascita", diretto dal solito Ugo Gaudenzi.

Un articolo – dal titolo “Contro l’Hollywoodismo, il Revisionismo” – che in realtà è la relazione che lo stesso Faurisson ha tenuto agli inizi di febbraio a Teheran, volta a negare la Shoà e lo stermino degli ebrei.

Perché ‘Rinascita’ – giornale che ha ricevuto dallo Stato italiano la bellezza di un finanziamento pubblico di ben 2,489 milioni di euro per il 2010 – pubblica senza commento una tale vergogna?

La risposta sta forse nel comprendere chi sia questo Ugo Gaudenzi (in passato giornalista dell’Ansa) e cosa pensi, rileggendosi l’intervista che ha rilasciato nel febbraio di quest'anno (leggi qui).

In quella occasione Gaudenzi dà libero sfogo alle sue pulsioni culturali, parlando di religioni ("Il monoteismo orientale è fonte di pensiero unico e totalitario"); di politica ("Nutro un profondo rispetto per Benito Mussolini, per le sue idee e realizzazioni socialiste, sociali. Per la sua geopolitica di liberazione nazionale, euro mediterranea, per l’universalità del suo messaggio – mutuato dal risorgimento e dal socialismo autentico – di riscatto dei popoli poveri, delle nazioni proletarie, contro le plutocrazie") e ci spiega la sua visione dei rapporti tra palestinesi e israeliani ("Personalmente sono stato a Beirut per tre anni, fino alle stragi di Sabra e Shatyla. Oltre a conoscere la storia del Vicino Oriente, ho quindi anche visto con i miei occhi la vergognosa continua rapina di una terra altrui al popolo che vi abitava. Difendiamo l’identità ancestrale di una terra che si è sempre chiamata “Palestina”, la terra dei filistei, dei palestinesi, e che è stata regalata a Jalta, da Stalin, Roosevelt e Churchill, ad un’etnia aliena, una “comunità” che su quella terra poteva soltanto vantare una “promessa” del suo dio").

Ecco come invece viene difeso "Rinascita" dai neonazisti di stormfront: leggi qui!

Serve altro, per capire di che cosa si tratti?


_____________________________

(per ulteriori approfondimenti vai alla sezione "Italiani, brava gente!" sul nostro blog)

martedì 22 maggio 2012

I fascisti no global

Introduzione. L’originaria ambiguità  del fascismo

Dalla notte dei tempi i fascisti (old o neo che si voglia) si proclamano “al di là  di destra e sinistra”, “eversivi” e contro il “regime”.
In questo loro atteggiarsi a “rivoluzionari”, i fascisti spesso hanno copiato, manipolato e modellato a loro piacimento, teorie e prassi della sinistra rivoluzionaria ed estrema, riprendendo temi e slogan della parte avversa.
Basti ricordare che molti dei nomi fascisti e neofascisti non abbiano fatto altro che riprendere nomi della sinistra comunista e rivoluzionaria. Ad esempio il Fronte della Gioventù (organizzazione giovanile del MSI) riprese il nome usato dai giovani comunisti di Eugenio Curiel durante la Resistenza; Ordine Nuovo (organizzazione neofascista fondata da Pino Rauti nel 1956) altro non riprendeva se non il nome del giornale/gruppo politico di Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, primo nucleo del Partito Comunista, oppure, in tempi più recenti, Rinascita (giornale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore) è anche il nome della testata del settimanale culturale del Pci, poi del Pdci.

Il tentativo di “copiare” e scimmiottare l’estrema sinistra da parte della destra radicale non si ferma e non si è mai fermato ai nomi, ma comprende i temi e l’iconografia. I gruppi neofascisti (e ancora oggi tutti i gruppi dell’estrema destra, comprese frange di Alleanza Nazionale, in particolare i giovani di Azione Giovani) si richiamano all’antiamericanismo, all’ecologismo (a partire dagli anni ‘70, poco dopo l’esplosione dei movimenti verdi ed ecologisti di sinistra), all’indipendenza della Palestina, dei Paesi Baschi e dell’Irlanda del nord, perfino al mito di Che Guevara guerrigliero anticapitalista.
Nel caso della Palestina spesso si accompagna la propaganda filo-araba a un forte antisemitismo contro Israele e gli ebrei. Nel caso dell’Irlanda del Nord si difendono i cattolici dall’anglicana e secolarizzata Gran Bretagna.

Dopo la caduta del muro molti gruppi neofascisti si sono espressi contro le guerre condotte dagli USA e dalla NATO, in particolare la prima guerra nel golfo (si parlò anche di gruppi di “volontari” che andarono a combattere dall’Europa a fianco di Saddam Hussein), la guerra in Jugoslavia e le guerre post-11 settembre (Afghanistan e Iraq).
I tentativi di copiare le tematiche rivoluzionarie dell’estrema sinistra si sono affiancati, negli anni, a esplicite proposte di costituire “fronte unico” con la sinistra estrema, per abbattere il sistema.
Questi non sono che gli ultimi episodi di una strategia tentata e ritentata negli anni dalla destra radicale italiana.


Gli anni ‘50 e ‘60. Da Ordine Nuovo al ‘68

Già  infatti a partire dalla fine della seconda guerra mondiale una parte della destra neofascista (quella parte che si ispira e si ispirerà  al pensiero di Julius Evola) si riferisce più alla dottrina sociale del fascismo e alla repubblica di Salò che al fascismo-regime del Ventennio. E’ da quella corrente, capeggiata da Pino Rauti fin dagli anni ‘50, che originano tutte le tendenze “di sinistra” (o - come spesso si autoproclamano - per il “superamento” della “vecchia” dicotomia destra-sinistra) in seno alla destra estrema.
E’ noto come il ‘68 romano vide in un primo tempo la mobilitazione di entrambi i fronti (sinistra e destra), almeno fino all’intervento della squadraccia guidata da Almirante contro l’occupazione della facoltà  di Lettere [1] dell’Università  di Roma. Un gruppo di estrema destra - detto dei “nazimaoisti”, denominato ufficialmente Lotta di popolo [2] -, che occupava la facoltà  di Legge, cercò di opporsi in quell’occasione al manganellaggio operato da Almirante e dai suoi.
Già  prima, ma vieppiù dopo quell’episodio, i tentativi di “convergenza” (più o meno espliciti) da parte di alcuni gruppi ed esponenti dell’estrema destra, vennero respinti dall’altra parte come “provocazioni” o “tentativi di legittimazione” da respingere, se non come pure e semplici infiltrazioni.
Era frequente infatti, negli anni poi definiti “di piombo”, trovarsi davanti alla scoperta di infiltrati neofascisti, soprattutto nei gruppuscoli marxisti-leninisti o anarchici [3].


La fine degli anni ‘70. Messaggi di ribellione neofascista. Nuova destra e Terza Posizione

Alla fine degli anni ‘70 due gruppi della destra radicale (Costruiamo l’azione [4] e Terza Posizione) teorizzano ancora una volta la possibile convergenza tra estrema destra ed estrema sinistra, facendo riferimento in particolare all’area dell’Autonomia Operaia. Anche in questo caso, l’estrema sinistra non diede spazio alcuno a queste ipotesi.
Ma Terza Posizione, già  a partire dal nome, aveva un programma socialmente avanzato: né con gli USA né con l’URSS (anche a sinistra si parlava di “terza via”), contro il “fronte rosso”, ma anche contro la “reazione”[5]. TP cavalcava il ribellismo di strada, cercando di distaccarsi dal presunto moderatismo e filoatlantismo del MSI.
Nello stesso periodo, intorno alla corrente rautiana (e evoliana) del MSI, ai gruppi giovanili del partito e tra le componenti di quella che poi sarà  chiamata Nuova Destra [6], nasceva una serie di iniziative “culturali” sostanzialmente ricalcate su quelle dell’estrema sinistra: campeggi ribelli [7], concerti rock [8], ecologismo, riviste “antagoniste”.

La Nuova Destra si proponeva anch’essa di superare le rigide contrapposizioni con l’estrema sinistra, per cominciare un “dialogo” con essa, seppure a livello culturale.
La Nuova Destra si diffonderà  in Europa, cercando di sovrapporre, negli anni, ai tradizionali temi cari al fascismo e neofascismo europeo (razzismo, militarismo, nazionalismo, antisemitismo, revisionismo) altre tematiche ambiguamente e genericamente “rivoluzionarie” e poi “noglobal”[9], principalmente ispirate da un antiamericanismo che è (evolianamente) “rivolta contro il mondo moderno”.


Gli anni ‘90. La diaspora dei neofascisti

Ma è in seguito, negli anni ‘90, che prende corpo un nuovo stimolo alla ripresa di temi di estrema sinistra da parte di gruppi di estrema destra.
In seguito alla “svolta di Fiuggi” del ‘95, il MSI si scioglie e viene fonda ta Alleanza Nazionale. A quel punto i delusi dal tradimento degli ideali neofascisti si riuniscono sotto la guida di Pino Rauti nel Movimento Sociale e Fiamma Tricolore, che raccoglie, oltre ai rautiani del MSI, tutta la galassia di estrema destra che negli anni ‘70 era fuoriuscita dal MSI e i militanti delle frange estreme che erano state sciolte nel 1993 in seguito al “biennio nero”, in virtù del Decret o Mancino (Base Autonoma, Meridiano Zero, Movimento Politico Occidentale)
Si formano altri gruppuscoli, come Opposizione Nazionale (guidato da Domenico Leccisi, legata all’apologia della RSI) o Fascismo e libertà  (sotto la guida di Giorgio Pisanò, improntato a un programma di “sinistra” socializzatrice, legato agli ideali della Repubblica Sociale Italiana).
Nel periodo successivo, anche il MS-FT diventa stretto per i più radicali della formazione, che si trovano quindi a formare altri movimenti politici, a cominciare dal Fronte Nazionale [10] - che ricalca il movimento Front National lepenista.


Forza Nuova, facce vecchie

Forza Nuova nasce all’inizio come movimento d’opinione interno al Movimento Sociale - Fiamma tricolore, usando come mezzo di propaganda il bollettino “Foglio di lotta” [11].
Nel 1997, in seguito alla chiusura del Foglio di Lotta ad opera di Pino Rauti, si formalizza la nascita di Forza Nuova come movimento politico autonomo. E’ il 29 settembre la data scelta per la fondazione: giorno di san Michele Arcangelo, protettore della Guardia di Ferro di Codreanu, leader del fascismo romeno.
Nel programma di Forza Nuova è particolarmente accentuato il carattere cristiano- fondamentalista [12].
Ma la cosa interessante è quando FN affianca alle sue campagne cardine, come quella chiamata “compra italiano”, in cui vengono distribuiti generi alimentari nei quartieri periferici delle città , e ai campi estivi per bambini disagiati (che si riveleranno simili a campi paramilitari), la campagna di “Contropotere”, che riecheggia nei toni e nei metodi le idee dell’area dell’Autonomia operaia. 
E’ un progetto “culturale”, basato sulla creazione di spazi autogestiti, in cui creare “cultura” (musicale, letteraria, dibattiti). Ma è anche un modo per “creare strutture durature che garantiscano la continuità  del movimento in caso di attacchi, tradimenti e atti repressivi”. 
Tra i progetti ce n’è anche uno che comportava l’acquisizione di un intero villaggio in Spagna.
La strategia di ripiegamento e creazione di “contropotere” ricorda da vicino quella adottata dall’area dell’Autonomia a partire dagli anni ‘80, dopo la repressione iniziata alla fine degli anni ‘70, che aveva portato all’arresto di moltissimi militanti di estrema sinistra.


L’area “non conforme” tra Forza Nuova e ribellismo sociale

Questi progetti, in qualche modo non perseguiti direttamente da Forza Nuova, né dal Movimento Sociale - Fiamma Tricolore, vengono portati avanti da elemeni di destra radicale, legati a Gabriele Adinolfi (anche lui proveniente da Terza Posizione e dalla latitanza in Inghilterra), e porteranno, in particolare nella zona di Roma, alle cosiddette “occupazioni non conformi”.
L’area “non conforme” si dedica così alla costituzione di spazi sociali -a Roma vengono occupate e adibite a luoghi di “controcultura” le cosiddette Casa d’Italia, Casa Pound, Casa Montag…, così come viene gestito un pub nel quartiere di Colle Oppio, il Cutty Sark [13] -, al circuito della “musica non conforme” e a dibattiti culturali-letterari-politici, sulle figure di Julius Evola, Nicola Bombacci [14] - il fascista rosso -, di Codreanu e della sua Guardia di Ferro, di Clemente Graziani (co-fondatore di Ordine Nuovo insieme a Pino Rauti negli anni ‘50). 

Crea inoltre circuiti di “controinformazione”[15] molto simili a progetti analoghi di sinistra (Noreporter ricorda Global Project e Altermedia [16]ricalca Indymedia).
Danno spazio a questa area politica alcune riviste di estrema destra, da Orion a Rinascita.
Quest’area (che non si contrappone a Forza Nuova, ma nemmeno ne fa parte) accentua il carattere “sociale” del suo programma idealpolitico e al contempo rifiuta il tradizionalismo catto-integralista e razzista di FN.
Viene dato molto risalto al problema della casa ed elaborato un progetto (denominato “mutuo sociale"), che scimmiotta i programmi di riappropriazione e di riutilizzo delle abitazioni sfitte dell’estrema sinistra, con riferimenti però al programma della Repubblica Sociale, alla Carta di Verona, alle teorie contro l’usura e le banche di Ezra Pound.
A fare da sfondo a quest’area c’è l’associazione Polaris.
Secondo quanto scrive Gabriele Adinfolfi sul suo sito [17]: “Polaris [...] è un progetto di Think Tank volto a:
- trasmutare nell’epoca globale, post-sociale, dell’iperconsumismo, principi e modelli di riferimento etico, storico e sentimentale, rinnovandoli completamente
- produrre una mutazione antropologica (”dal ghetto all’avanguardia”) che consenta a portatori di idee forti di passare dalla sterilità  marginale e passiva dell’antagonismo ad un progetto di “qualifica delle élite”, in un’ottica di protagonismo, di affermazione e non di negazione.”
Il progetto Polaris si propone - in coerenza con l’area non conforme che vuole rappresentare - di “acquisire spazi liberati, fornire esempi tangibili, smuovere le situazioni stagnanti, condizionare le incursioni dell’elitismo pragmatico, potenziare gli assalti culturali ed essere infine fascio di forze rivoluzionario e controsovversivo”.
Tutta l’analisi di Adinolfi riecheggia le teorie del movimento noglobal, in particolare quelle dell’ex area dell’autonomia, legate al pensiero di Toni Negri e dell’area dei “Disobbedienti”, salvo il fatto di riconvertirle inserendole in un percorso neofascista-evoliano, che prepari le “élite” del futuro, sulla base dell’”androcentrismo”, della “socializzazione” e - in estrema sintesi di una “rivoluzione controsovversiva”[18].
Le teorie di Adinolfi e di quest’area hanno un’influenza che va oltre Forza Nuova e il MS-FT, tanto da echeggiare nella base (giovanile) di AN. Non è un caso se una delle occupazioni a Roma (sgomberata nel maggio 2005) è quella del Foro753, ad opera di militanti di Azione Giovani.
L’area che fa capo a Adinolfi ha tentato anche di presentarsi alle elezioni (regionali 2005), con alcune candidature molto pubblicizzate, come quella di Guaglianone (già  tesoriere dei NAR negli anni ‘70-’80) a Milano nelle liste di AN e quella di Gerry (Germano Buccolini) nella Lista Storace a Roma (compagna contraddistinta dallo slogan “mutuo sociale”).


I cospirazionisti, tra integralismo cattolico antisemita e signoraggio

Un’altra area che si lega indissolubilmente con le teorie “noglobal” è quella “cospirazionista”, che non è contrapposta all’area “non conforme”, ma che però recupera spesso e volentieri l’integralismo cattolico come stella polare delle proprie idee.
Si ascrive a quest’area una serie di “intellettuali”, frequentatori della rete internet e dei forum pubblici di sinistra, in particolare Indymedia, che permette loro di pubblicare liberamente ogni loro scritto.
Tra questi si distingue Maurizio Blondet, già  “cane sciolto” dell’estrema destra cattolica e prolifico saggista [19].
Maurizio Blondet ha approfondito negli ultimi anni lo studio relativo alla “verità  sull’11 settembre”, mettendo insieme le contraddizioni (vere e false) della “versione ufficiale” con teorie complottiste spinte, legate al Bilderberg, alla Trilateral, e ispirate da un nemmeno troppo celato antisemitismo di fondo. Grazie a queste teorie, Blondet si è accreditato (e tenta di accreditarsi) in alcune occasioni come interlocutore per l’area “noglobal” di sinistra.
Maurizio Blondet, giornalista di Avvenire, pubblica i suoi libri per la casa editrice Effedieffe [20].
A Milano (via Ariosto 34) esiste anche una libreria, legata alle edizioni Effedieffe. 
E’ la libreria Ritorno al reale, dal novembre 2001, “diffonde testi di religione, filosofia, storia e politica ignorati dalla cultura dominante, sia in commercio che di difficile reperibilità  nel circuito librario. La libreria non ha uno scopo commerciale ed ignora pertanto, volutamente, le opere che contrastano l’orientamento cattolico di fondo”[21].
Sempre nel versante cattolico-integralista si distingue Massimo Introvigne, direttore del Cesnur, un osservatorio sulle sette, che si occupa da anni di salvaguardare la religione cattolica dall’agguato delle “nuove religioni”.
Di stampo cattolico di estrema destra sono anche la Fraternità sacerdotale di Mons. Lefebvre (http://www.sanpiox.it) e il sito http://www.sodalitium.it [23], oltre al gruppo Militia Christi e al Centro Culturale Lepanto.

Tra i siti complottisti di estrema destra si segna la New World Order (http://www.nwo.it/).
Altri singoli intellettuali si distinguono per le loro teorie “culturali” echeggianti tematiche noglobal e per il sistematico tentativo di rivolgersi proprio agli ambienti della sinistra radicale, spesso solidarizzanti con le componenti fondamentaliste dell’Islam radicale.
Si pensi ai presunti studi sul cosiddetto signoraggio, diretti a dimostrare lo strapotere del sistema bancario (anche qui si echeggia Ezra Pound) sul popolo. Dietro alcuni di questi studi si trovano esponenti della destra radicale, come Marco Saba [24] - ricercatore di un fantomatico Centro Studi Monetari.
Domenico De Simone è un altro presunto espert o di “signoraggio”. I suoi libri sono stati pubblicati dalla Settimo Sigillo (storica casa editrice neofascista), ma anche da Malatempora [25] - casa editrice/collettivo libertario e anarchico [26].
Altro esperto di signoraggio è Nino Galloni, anch’esso (come Marco Saba) legato alla “onlus” Centro Studi Monetari [27].
Dagoberto Hussayn Bellucci è anch’esso un assiduo frequentatore di Indymedia [28], in cui inserisce i suoi pareri sulla questione islamica, con un linguaggio fortemente anitisemita. Fa corrispondenze dal Libano [29] attraverso il suo sito (http://www.moqawama.net/). Convertito all’Islam, ha scritto vari libelli contro le “lobby ebraiche” e scemenze del genere [30].
Dagoberto Bellucci è stato militante del MSI e di Avanguardia.


I comunitaristi o socialisti nazionali 

Ma il maggior successo operato dalla destrara dicale nei suoi tentativi di “convergenza” con le frange dell’estrema sinistra si è registrato con le frange “antiamericaniste” di estrema sinistra, in particolare con i militanti del Campo Antimperialista [31], movimento guidato da Moreno Pasquinelli, presente specialmente in Umbria e Toscana.
E’ questo gruppo - insieme ad altri - ad aver costituito i Comitati Iraq Libero, ideatori di una manifestazione nel dicembre 2003 “a favore della resistenza irachena”[32], così come di una sottoscrizione via internet “per la resistenza irachena”.
Queste iniziative sono state pubblicamente smascherate e additate come ambigue dalla maggioranza del movimento noglobal [33]. Ciò non ha impedito che continuassero i rapporti tra frange dell’estrema destra e dell’estrema sinistra.
Sistematicamente le riviste della destra radicale più violentemente antiamericane ospitano testi del Campo, di Pasquinelli o di Costanzo Preve (filosofo “marxista”) e le case editrici di destra estrema ne pubblicano i testi [34]. Le attenzioni sono ricambiate, con inviti a parlare nei campeggi “antimperialisti”.
L’area di riferimento neofascista che intrattiene rapporti con gli antimperialisti di estrema sinistra è chiamata correntemente “comunitarista” [35]. Di quest’area fanno parte - fra gli altri - Stefano Vernole, Carlo Terracciano, Claudio Mutti, Daniele Scalea, Francesco Boco e Tiberio Graziani.

Le idee di fondo si rifanno a un “socialismo nazionale” o socialfascismo [36] ispirato (come sempre) a Julius Evola [37].
Ma centrale è l’antiamericanismo, peraltro associato all’”antisionismo” che sconfina facilmente nel razzismo antisemita e nel revisionismo negazionista [38].
“Il progetto mondialista di conquista del pianeta fa oggi dell’America il NEMICO DEL GENERE UMANO.” [39]
Questa area politica (che si fregia di fare della “geopolitica”) si avvale di riviste e case editrici [40].
Il gruppo AAARGH [41] - Antichi Amatori di Racconti e Gesta sull’(H)olocausto - è il più esplicitamente anitsemita. Pubblica una rivista on line - Il resto del Siclo [42] -, che raccoglie le stesse tematiche di Progetto Eurasia, con le stesse firme (Claudio Mutti, Stefano Vernole, Daniele Scalea, Maurizio Blondet, ecc.), accompagnate da scritti negazionisti di Faurisson, Serge Thion, Carlo Mattogno, ecc..
Dalla homepage del sito dell’AARGH è possibile scaricare in pdf tutta la paccottiglia negazionista sulle camere a gas e i campi di concentramento.
Le tesi comunitariste non sono peraltro che un aggiornamento delle “teorie” pubblicate dagli stessi personaggi già  a partire dagli anni ‘80 attraverso le riviste Orion [43] e L’uomo libero, che invece di parlare di “antiglobalizzazione” discutevano di “antimondialismo”.
Il gruppo comunitarista si stacca (sotto la guida di Maurizio Neri, già  inquisito e incarcerato negli anni ‘80 per attività  neofasciste) dal Fronte Sociale Nazionale nel 1999, per fondare il gruppo Rosso è nero, poi trasformatosi in Socialismo e Liberazione [44], il gruppo di riferimento dei comunitaristi [45] .
Scrive Costanzo Preve, leader dei comunitaristi e filosofo: “dichiaro solennemente che il mio interesse primario va alla riclassificazione strutturale delle culture politiche ereditate dal Novecento”, infatti “sia il veterocomunismo sia il veterofascismo sono fenomeni storicamente conclusi, almeno a mio parere”. Ne deriva che l’unità  deve avvenire in una “rinascita” che recuperi il buono che c’è nel comunismo e nel fascismo.
Socialismo e liberazione apre il suo sito con una citazione di Che Guevara.
Dell’area comunitarista fa parte anche il gruppo Rinascita Nazionale, staccatosi anch’esso dal Fronte Sociale Nazionale e guidato da Ugo Gaudenzi [46].
Altro gruppo che si ritrova collegato ai comunitaristi è un altro movimento uscito dagli anni ‘80 e dalle esperienze delle riviste Orion e L’uomo libero. Si tratta della Comunità  Politica di Avanguardia [47]. La comunità  politica di Avanguardia (e la rivista) nascono nel 1982, tra militanti del Fronte della Gioventù. Nel 1991 il gruppo fuoriesce dal MSI. Tra i suoi leader l’avvocato pescarese Maurizio Lattanzio.
Il Progetto Eurasia è anch’esso legato alle stesse persone. Pubblica una rivista (http://www.eurasia-rivista.org/) , il cui direttore responsabile è Tiberio Graziani. I redattori sono Aldo Braccio, Aleksandr Dugin [48], Tiberio Graziani, Claudio Mutti [49], Daniele Scalea, Martin A. Schwarz, Carlo Terracciano, Stefano Vernole. La rivista è edita dalle Edizioni all’insegna del Veltro, di Parma (http://www.insegnadelveltro.it).
Tra gli articolisti si trovano Tiberio Graziani (autore di tutti gli editoriali), Gabriele Garibaldi, Lev Gumilev, Aldo Braccio, Luigi De Anna, Henri de Grossouvre, Dragos Kalajic, Claudio Mutti, Costanzo Preve, Daniele Scalea, Martin A. Schwarz, Ernesto Sultanov, Carlo Terracciano, Gennadij Zjuganov, Enrico Galoppini…
La Nazione Eurasia (http://lanazioneeurasia.altervista.org/) apre il sito con citazioni di Ezra Pound, Julius Evola e Che Guevara. Gli articoli sono dedicati aall’apologia di Jean Thiriart, Julius Evola, Drieu De La Rochelle e improntati all’anitamericanismo.
Sulla rivista è stato lanciato un appello per la liberazione di Moreno Pasquinelli e degli altri militanti del Campo Antimperialista tratti in arresto nel 2004.
La Nazione Eurasia è una rivista telematica. “E' una iniziativa “militante” (anche se apartitica e, sostanzialmente, non schierata politicamente), la massima diffusione e’ il suo solo obiettivo, e pertanto essa e’ completamente gratuita; copie, citazioni, ecc. Non solo sono permesse, ma addirittura incoraggiate (a patto che non presentino distorsioni finalizzate a diffamare il lavoro de La Nazione Eurasia).” E’ “una rivista di geopolitica e geoeconomia, ma anche di politica, cultura e antropologia. Il suo fine principale è quello di offrire analisi e informazioni alternative e piu’ corrette rispetto ai canali d’informazione ufficiali”.
“Le a rgomentazioni de La Nazione Eurasia ruotano attorno alla particolare visione dell’ “eurasiatismo”, che rifiuta il concetto di “Occidente” da Los Angeles a Tokio passando per Roma, contrapponendogli anzi l’intima unita’ spirituale e geopolitica dell’Eurasia. L’obiettivo della rivista è di propagandare l’idea di un’Europa Unita politicamente, spiritualmente e militarmente da Dublino a Vladivostok, un’Europa che si ponga come alternativa all’Occidente abbracciando i valori della tradizione, della difesa di tutte le culture e civilta’, e opponendo alla barbarie capitalista una nuova societa’ comunitaria”.
Tra gli articolisti i soliti nomi della galassia comunitarista: Daniele Scalea, Stefano Vernole, Claudio Mutti, Tiberio Graziani, Drieu la Rochelle, Rutilio Sermonti, Carlo Terra cciano, Giovanni Luigi Manco, Andrea Manvisi, Hermann Wirth, Giacomo Catrame, Fabio Pini, Ernest Sultanov, Alain de Benoist, Robert Steuckers, Elke Rolling, Aleksandr Dugin, Riccardo Paradisi, Andrea Marcigliano, Adriano Segatori, Gian Franco Spotti, Ugo Gaudenzi, Alessia Monteverdi, Maria Grazia Ardissone, Jeffrey Steinberg, Gabriele Adinolfi, Paolo Santoro, Fabio Pini, Luca Leonello Rimbotti, René Pellissier, Jean Thiriart, Danilo Valorio.

Vengono inoltre copiati e incollati articoli da altri siti/riviste. Sono articoli di persone di sinistra o comunque non collegabili all’estrema destra. Tra di essi ad esempio il giornalista Riccardo Orioles, Massimo Fini, Michel Chossudovsky, Fulvio Grimaldi, Padre Jean-Marie Benjamin, Robert Fisk, Thierry Meyssan, John Pilger, Moreno Pasquinelli, Danilo Zolo, Charles Champetier.
A La Nazione Eurasia si collegano direttamente i seguenti siti/gruppi: Il Franco Tiratore - Progetto Eurasia - Italia Sociale - Società  Nazionale.

Italia Sociale (http://www.italiasociale.org/) si autobattezza “Il settimanale del socialismo nazionale”. Il Direttore Responsabile è il solito Ugo Gaudenzi, il Direttore Politico Federico Dal Cortivo (anche editore). Il Responsabile Culturale è invece Roberto Muttoni.
Fra i collaboratori fissi troviamo il Gen. Amos Spiazzi, Stefano Andrade Fajardo, Tazio Poltronieri, il Prof. Primo Siena, Franco Andreetto, Andrea Cucco. Fra i collaboratori esterni troviamo ancora i soliti nomi: Carlo Terracciano, Maria Lina Veca, Claudio Mutti, Gian Franco Spotti, Stefano Vernole, Francesco Boco, Ercolina Milanesi, Marco Cottignoli, Savino Frigiola.


Le “infiltrazioni” nei media

Ma non è solo sulle liste antimperialiste e tra i firmatari delle petizioni Iraq Libero che si trovano le tesi e i nomi dei “comunitaristi” e dei complottisti.
Le loro tesi e i loro scritti non vengono pubblicati solo dall’incolpevole Indymedia, che adottando l’open publishing totale vi si espone inevitabilmente.
Sono vari i siti “di sinistra” e di controinformazione in cui i neofascisti di questa area riescono a fare breccia.
In particolare le loro tesi vengono spesso riprese su siti come disinformazione.it, censurati.it, aljazira.it, comedonchisciotte.net.
Su aljazira.it è ad esempio presente un articolo del luglio 2005 sul Mossad in Italia di Stefano Vernole -di Progetto Eurasia- [50]. Vernole è stato anche intervistato da SkyTg24 [51] a proposito delle elezioni in Iraq del gennaio 2005. Anche Dagoberto Bellucci usa il sito aljazira.it per i suoi proclami, così come Peacelink.
Su disinformazione.it sono presenti reiterate interviste a Maurizio Blondet [52], a Paolo Barnard e ad altri esperti di signoraggio.
Su nuovimondimedia viene venduta la rivista La Nazione Eurasia [53]. Basta guardare a personaggi come la giovane “giornalista freelance” Antonella Ricciardi per rendersi conto della commistione destra-sinistra che in rete trova ampi spazi. Sull’homepage, accanto a una bandiera della pace (http://www.antonellaricciardi.it/), si legge: “ha collaborato e collabora con i seguenti giornali: Altrasinistra, L’altra voce, Rinascita, Avanguardia, Orion ed il Quotidiano di Caserta. I suoi articoli, oltre che su questo sito, sono riportati in parte anche su altri: Legnostorto, Politica on line, Come don Chisciotte, Arab Comint.”


Conclusioni

Le idee portate avanti dai neofascisti del 2000 sono sostanzialmente le stesse dei neofascisti di 10, 20 e 50 anni fa. Si tratta di aggiornamenti di vecchie (vecchissime) “teorie”, in cui la lobby giudo/pluto/massonica nazista viene sostituita dalla lobby mondialista e il razzismo è sostituito dal “no all’immigrazione” e “no al multiculturalismo”. Continuano a proliferare negazionisti dello sterminio nazista ed esaltazione del regime fascista.
I progetti più raffinati, come quello portato avanti dall’area “non conforme”, portano avanti in ogni caso le stesse posizioni, che solo a un occhio ingenuo possono risultare accomunabili con le posizioni del movimento “noglobal”.
La difesa delle differenze culturali invocata dai social forum è usata dai neofascisti per invocare la chiusura delle frontiere.
L’anticapitalismo e l’attacco alle multinazionali sono visti in modo regressivo, per un “ritorno” a un’era pre-moderna, in un’ottica restauratrice e reazionaria.
La contrapposizione al potere statuale è necessaria al formarsi di una nuova élite, e non a una rivoluzione in senso democratico o socialista.
I collettivi e le assemblee della sinistra radicale sono contrapposti alle comunità  neofasciste. Il sindacalismo è sostituito idealmente dal corporativismo, né più né meno come 60 anni fa.
All’interno della contrapposizione al potere dell’Occidente (e degli Stati Uniti) i neofascisti si schierano con i peggiori movimenti dell’Islam radicale: con Hamas piuttosto che con il FPLP o l’ANP in Palestina; con le forze nazicomuniste russe, a fianco dei residuati neonazisti americani.
In sostanza se i neofascisti sono (o appaiono essere) contro gli stessi “nemici” della sinistra antagonista, sono completamente opposti gli amici e gli obbiettivi.
Per fare un esempio concreto, il referendum sulla Costituzione Europea che ha visto in Francia vittoriosi i NO ha coagulato due diverse opposizioni, di destra (estrema) e di sinistra (radicale), su un obbiettivo unico: quello di rifiutare un modello di Costituzione ritenuto liberista. Ma le due opposte opposizioni avevano in testa due modelli di costituzione alternativi del tutto incompatibili. Da parte dei movimenti di sinistra si pensa a un Europa con più diritti sociali, con maggiore tolleranza e apertura rispetto agli immigrati, con minori poteri centrali. Da parte della destra estrema si vuole chiudere l’Europa all’ingresso di stranieri, per costruire una “patria” europea (possibilmente invocandone le “radici cristiane”), A supporto infine della tesi per cui i neofascisti pur attestandosi come rivoluzionari risultano solamente il braccio violento e intollerante del potere capitalista, vi sono, oggi come nel passato, i riscontri processuali, come la recente inchiesta che ha scoperto la rete della DSSA, a cavallo tra servizi segreti, forze armate e neofascismo, così come i continui attacchi con bastoni e spranghe a centri sociali e militanti di sinistra.



Bibliografia essenziale in rete
Estrema destra. Dai nazimaoisti ai nazionalcomunitari, «Umanità  Nova» n. 35 del 5 novembre 2000
(http://www.ecn.org/uenne/archivio/archivio2000/un35/art1333.html)
I negazionisti italiani, Luigi Vivarelli (http://www.olokaustos.org/saggi/saggi/negaz-ita/negaz0.htm#n01)
L’arcipelago nero, Osservatorio Democratico, 2000
(http://www.rifondazione.it/osservatorio/oth_pg.asp?record_ID=2182&Class_ID=1004)
La quadratura del cerchio. Infiltrazione o progetto politico?, L’Avamposto degli incompatibili, 2003
(http://www.controappunto.org/resistenza/fascistinelcampo/infiltrazioni.html)
La strage di stato - capitolo su Mario Merlino, 1970 (http://www.uonna.it/mrfsc.htm)
Quando il fascismo si tinge di rosso, Archivio Antifascista Venezia (http://www.intermarx.com/ossto/archivio.html)


Note
[1] http://www.informagiovani.it/30anni68/30immagdestra.htm
[2] Tra i principali militanti di Lotta di Popolo si distinguono: Sergio Donaudi, Gianni Marino, Aldo Guarino, Ugo Gaudenzi,
Enzo Maria Dantini, Serafino Di Luia, Franco Stolzo.
[3] Molti episodi sono narrati nella nota controinchiesta del 1970 “La strage di stato”, tra cui spiccano quelli relativi a Mario Merlino, noto neofascista, che circolò in diversi collettivi di estrema sinistra, per finire inquisito per la strage di Piazza Fontana, in quanto esponente del gruppo anarchico XXII Marzo, di cui faceva parte anche Valpreda. Mario Merlino, assolto dall’accusa di strage, continuerà  la sua attività  politica neofascista fino ai giorni d’oggi e continua ad insegnare filosofia in una scuola secondaria sulla via Casilina a Roma.
[4] Costruiamo l’azione viene fondata nel 1978 da Paolo Signorelli. Svilupperà  le sue “idee” soprattuto in carcere, visto che Signorelli e altri finiranno in manette dopo poco. Paolo Signorelli era stato già  militante di Ordine Nuovo e quindi leader del movimento giovanile di ON (i Fasci di Azione Studentesca).
[5] Tra i principali leader di Terza Posizione c’era Gabriele Adinolfi, fuggito nel 1980 in Inghilterra, poi passato attraverso l’ambigua associazione di “volontariato” Nuova Acropoli e oggi impegnato “intellettuale” alla guida dell’area di destra radicale cui fanno capo le “occupazioni non conformi” a Roma e il sito noreporter. Ha anche un sito personale (http://www.gabrieleadinolfi.it/), da cui propaganda la sua idea “metapolitica”. E’ l’ideatore del movimento Polaris.
Altro leader di TP era Roberto Fiore, fuggito in Inghilterra dopo l’ordine di cattura per banda armata e fondatore, insieme a Massimo Morsello (dei NAR) di un’agenzia di viaggi (Meeting Point/Easy London). Dopo la lunga militanza dall’estero, Roberto Fiore è tornato in Italia a metà  degli anni ‘90, per fondare il movimento politico Forza Nuova, espressione di un estremismo neofascista fortemente connotato di integralismo cattolico. Secondo le accuse di Valerio Fioravanti, Fiore e Adinolfi, fuggendo all’estero nel 1980, portarono con sé la cassa di Terza Posizione. Il terzo e ultimo leader riconosciuto e fondatore di TP era Francesco Mangiameli, detto Ciccio, morto in circostanza misteriose, ucciso dai NAR di Valerio Fioravanti. Dopo le prime perquisizioni contro i leader di TP, nel 1979 il movimento sarà  guidato da Giorgio Vale, che porterà  una svolta “militarista” e operativa nel gruppo. Secondo alcune riviste inglesi (Searchlight e il Guardian) Fiore e Morsello vennero reclutati in Libano all’inizio degli anni ‘80 dai servizi segreti inglesi, che li coprirono (negando l’estradizione all’Italia) in cambio di informazioni sui campi di addestramento libanesi. Vd. Anche la pagina web: http://www.terrelibere.it/counter.php?riga=192&file=192.htm#_Toc98921113
[6] La Nuova Destra si ispira al movimento culturale Nouvelle Droite, nato in Francia (ad opera di Alain De Benoist), che cercò di innovare la cultura neofascista. Alcuni esponenti di spicco della Nuova Destra italiana cercarono un dialogo con intellettuali di sinistra, trovando una sponda ad esempio in Massimo Cacciari e Giampiero Mughini, all’epoca intellettuali di sinistra. Tra i principali esponenti della Nuova Destra vi erano Marcello Veneziani (finito a dirigere L’Italia Settimanale e poi a diventare consigliere RAI in quota Alleanza Nazionale. Collabora con Libero), Gianfranco De Turris (poi presidente della Fodazione Julius Evola), Marco Tarchi (professore di storia e direttore di Diorama letterario).
Un intellettuale e storico legato alla Nuova Destra, Franco Cardini, sarà  poi molto ascoltato a sinistra per la sua opposizione alla guerra in Irak e al governo Berlusconi.
[7] In quegli anni si svolgono i primi Campi Hobbit.
[8] Tra i cantautori in quegli anni si fa strada Massimo Morsello, il “De Gregori di destra”, poi condannato per la sua appartenenza ai NAR, fuggito in Inghilterra (dove dirige l’agenzia Meeting Point) e infine tornato in Italia per fondare Forza Nuova. Morirà  di tumore nel 2000.
[9] Qui http://www.gebladerte.nl/30034v01.htm si può ad esempio leggere un’analisi sulla posizione della Nuova Destra olandese.
[10] Il Fronte Nazionale (o Fronte Sociale Nazionale) viene fondato da Adriano Tilgher, già  militante negli anni ‘70 di Avanguardia Nazionale.
[11] Vd. http://www.terrelibere.it/counter.php?riga=192&file=192.htm#_Toc98921113 .
[12] I punti fondamentali del programma di Forza Nuova sono 8: 1: abrogazione delle leggi abortiste; 2: famiglia e crescita demografica al centro della politica di rinascita nazionale; 3: blocco dell’immigrazione e avvio di un umano rimpatrio; 4: messa al bando di massoneria e sette segrete; 5: sradicamento dell’usura e azzeramento del debito pubblico; 6: ripristino del concordato Stato-Chiesa del 1929; 7: abrogazione delle leggi liberticide Mancino e Scelba; 8: formazione di Corporazioni per la difesa dei lavoratori e della comunità  nazionale.
[13] Il Cutty Sark subisce un attentato notturno ad opera di sconosciuti all’inizio del 2005.
[14] “Se Lenin, che ho sempre stimato profondamente, fosse vissuto, il programma dell’Urss sarebbe stato diverso.
Avremmo visto con tutta probabilità  Fascismo, Nazionalismo e Bolscevismo uniti contro l’altro nemico: la plutocrazia.” (N. Bombacci)
[15] Altri siti di “informazione non conforme” sono: - http://www.internettuale.net/ , gestito da Giuseppe Spezzaferro - http://it.novopress.info/ - http://www.rinascita.info/ - http://www.perimetro.com/
[16] http://it.altermedia.info/
[17] http://www.gabrieleadinolfi.it/giu.html
[18] cfr. ilmanifesto di Polaris: http://www.centropolaris.org/manifesto.asp
[19] Questa una bibliografia delle opere di Maurizio Blondet per Effedieffe: - Israele usa il terrorismo islamico (Effedieffe 2005) - La strage dei genetisti (Effedieffe 2004) - Schiavi delle banche (Effedieffe 2004) - Osama Bin Mossad (Effedieffe 2003) - Chi comanda in America (Effedieffe 2002) - 11 settembre colpo di stato in USA (Effedieffe 2002) - L’uccellosauro ed altri animali (Effedieffe 2002), contro il darwinismo - Cronache dell’anticristo (Effedieffe 2001), contro le lobby - I nuovi barbari. Gli skinheads parlano (Effedieffe 1993).
[20] http://www.effedieffe.com/ “La casa editrice Effedieffe, nata nel 1989, si propone di combattere la battaglia, sia formativa che informativa, per la difesa del cattolicesimo e della Chiesa cattolica (oggi drammaticamente infiltrata dal nemico, ma pur sempre la vera Chiesa di Dio) e per la ricostruzione spirituale, morale e culturale degli italiani”.
Oltre ai testi di Blondet, questo è un elenco di quasi tutte le pubblicazioni Effedieffe:
Pranaitis “I segreti della dottrina rabbinica” (2005); E. M. Radaelli “Il mistero della sinagoga blindata” (2002), contro il Concilio Vaticano II; P. Vassallo “Le culture della destra italiana” (2002); L. Garibaldi “Vita col duce” (2001); P. C. Landucci “Il dio in cui crediamo” (2001) contro evoluzionismo e Einstein; P. Possenti “Le radici degli italiani” (2001); J. Dumont “La chiesa ha ucciso l’impero romano e la cultura antica?” (2001); V. Mattioli “Massoneria e comunismo contro la chiesa in Spagna” (2000); G. Babeuf (1990, 2000 seconda ed.) “La guerra della Vandea e il sistema dello spopolamento” (2000); M. Di Giovanni “Indagine sul mondialismo. Il diavolo probabilmente” (2000); R. Pernoud “I templari” (2000); AA. VV. “Aborto. Il genocidio del XX secolo” (tra gli autori M. Blondet, Luigi Di Bella, Philppe Du Chalard, Xavier Dor, Mario Palmaro, Niamh Nic Mhathuna, Maxim Obukhov, Hugues Petit, Johanna Grafin von Westphalen) (2000); H. Wast “Oro” (1999); Safarevic “Il socialismo” (1999); R.
Cammileri “Fregati dalla scuola” (1999); Franco Accame “Elegia” (1999) poesie dedicate a Mussolini; AA. VV.
“Sergio Ramelli” (1998); G. Thibon “Ritorno al reale” (1998) sulla fisiologia sociale; M. Di Giovanni e Fabio Pedretti “Agricoltura e mondialismo” (1998); M. Viglione “La Vandea italiana” (1995), prefazione di Roberto De Mattei; M. Introvigne “La sfida della reincarnazione” (1994); S. Nitoglia “Islam. Anatomia di una setta” (1994), pref. di Roberto De Mattei; “Tra leghe e nazionalismi”, a c. di Massimo Introvigne (1993); J. Dumont “Il vangelo delle Americhe”(1992); M. Introvigne “Il ritorno della magia” (1992); G. Oniglio “Bandiere di libertà ” (1992), filo- leghista, con prefazione di G. Miglio; R. Secher “Il genocidio vandeano” (1991); J. F. Mayer “Le sette” (1990); J. Dumont “I falsi miti della rivoluzione francese” (1990).
[21] Altra libreria on line è Librad (http://www.librad.com/), che si occupa della distribuzione via internet di testi e gadget neofascisti. Il sito è in doppia lingua (francese e italiano). Vende libri e riviste, ma anche bandiere (Iraq e Palestina), distintivi (Che Guevara, Mussolini, la Phoenix, la croce celtica, il Fronte Nero…) e magliette (di Mussolini, dell’IRA, del Partito Nazional-bolscevico, ecc.) nonchè altro (la kefia palestinese, un poster dell’IRA. Lo stesso fa la Libreria di Ar.
[23] Finalità  dell’istituto: Con la celebrazione del Santo Sacrificio della Messa, i sacerdoti dell’Istituto intendono rendere a Dio la gloria che gli è dovuta; per tutti i membri, poi, l’Istituto intende rappresentare, in questi tempi di disorientamento, uno strumento per perseverare nella fedeltà  assoluta al deposito della fede rivelata da Dio e proposta dall’infallibile magistero della Chiesa cattolica. Altre finalità  dell’Istituto sono la diffusione della devozione alla Madonna, specialmente sotto il titolo di Madre del Buon Consiglio, la propagazione della buona dottrina, con particolare attenzione ai problemi teologici contemporanei, e la conseguente lotta contro le eresie opposte alla fede cattolica, la formazione intellettuale, spirituale e disciplinare del clero, la pratica delle opere di misericordia spirituali e corporali. Lo spirito dell’Istituto è riassunto dal suo motto: Gloria a Dio, fedeltà  alla Chiesa, santità  per noi, carità  per il prossimo.
[24] Su Indymedia è stato ampiamente dimostrato il carattere ambiguo di Marco Saba, sospetto di far parte della DSSA, organizzazione paramilitare neofascista legata ai servizi segreti, ma anche dichiarato difensore di Francesco Pazienza, collaboratore dei servizi e secondo Marco Saba ingiustamente incarcerato. Cfr:
http://italy.indymedia.org/news/2005/06/820709_comment.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/07/842091.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/07/831531.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/07/825363.php
http://italy.indymedia.org/news/2005/06/809952.php
[25] De Simone e Quattrocchi (del Collettivo Malatempora), parteciparonono a un convegno contro il liberismo organizzato dalla Comunità  politica di Avanguardia il 27 settembre 2003. Cfr. “Riannodiamo i fili del passato col presente”. A cura del c.s.o.a. ex Snia Viscosa. Cfr. anche http://www.avanguardia.tv/civita_27.htm il manifesto del convegno: http://www.avanguardia.tv/man212b.jpg La lettera di Quattrocchi e De Simone: http://www.disinformazione.it/malatempora.htm
[26] vd. Il sito di De Simone (http://www.domenicods.tk/). Nella pagina dedicata alla sua autobiografia, De Simone sostiene di aver partecipato al movimento del ‘68, quindi aderito (fino al ‘75) al gruppo del Manifesto, per poi esercitare la professione di avvocato fino al 2000, quando si è dedicato alla pubblicazione di saggi. Sostiene di essere “libertario”, quindi non collegabile né alla sinistra né alla destra.
[27]http://www.disinformazione.it/intervistagalloni.htm ;
http://www.proteo.rdbcub.it/article.php3?id_article=118 ;
http://www.larouchepub.com/other/interviews/2005/3207nino_galloni.html .
[28] L’entrata di Dagoberto Bellucci su Indymedia è accompagnata dalla difesa di tale Amina Donatella Salima, che lo difende dagli utenti che lo accusano per le sue idee destrorse e antisemite. Scrive ad esempio Amina: “Personalmente appoggio l’entrata di Tareq Ramadan nel movimento no global e penso che noi musulmani guadagnamo soprattutto a sinistra ma penso anche che con un certo tipo di fasci- quelli antiamericani ed antisionisti- si possa fare FRONTE UNCO ANTIMPERIALISTA”.
Cfr. http://italy.indymedia.org/news/2005/08/855347_comment.php#858385
[29] La cosiddetta agenzia di stampa Islam-Italia produce bollettini distribuiti dalla Libreria Europa di Roma, riferimento da sempre della destra evoliana.
[30] “Iraq 2003 - La seconda guerra giudaica contro Saddam Hussein” e “I-Tal-Ya. Ebrei e Lobbies ebraiche in Italia” sono editi da Effepiedizioni.
[31] Pasquinelli verrà  arrestato insieme ad altri dirigenti del Campo Antimperialista nell’aprile 2004 per presunti aiuti ad un gruppo terrorista turco. Pasquinelli è stato precedentemente militante di Voce Operaia.
Vd. http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/cronaca/terroita/schedapas/schedapas.html .
[32] Tra i firmatari dell’appello per la manifestazione del 6 dicembre 2003, poi rimandata al 13 dicembre, risultano tra gli altri Claudio Mutti e Maurizio Neri (noti “comunitaristi”), Walter Catalano e altri militanti di destra radicale.
[33] Cfr. “La strategia del camaleonte”, feature di Indymedia pubblicata il 20 luglio 2003.
[34] Cfr. ad esempio “Comunitarismo Filosofia Politica” di Costanzo Preve: http://www.noctuaedizioni.it/comunitarismo.htm
[35] Alcuni dei siti internet che fanno riferimento all’area comunitarista: - http://www.terradegliavi.org/ sito del Coordinamento Progetto Eurasia - http://www.italiasociale.org - http://www.aaargh.com.mx/ital/ital.html o http://vho.org/aaargh/ital/ital.html sito negazionista dell’olo- causto - http://www.centrostudilaruna.it/index.html sito gestito da Claudio Mutti.
[36] cfr. “Socialfascismo” http://www.noctuaedizioni.it/socialfascismo.htm
[37] Nella home page di “La terra degli avi” si legge una lunga citazione di Carlo Terracciano (”Rivolta contro il mondialismo moderno”), tra cui: “La Tradizione e’ Rivoluzione, etimologica e reale.
Essa “re-volve” e ritorna alle Origini, ma non prima di aver completato il suo Ciclo, la sua rotazione, la sua astronomia “rivoluzione” appunto! La Dottrina delle Tre Liberazioni, che possiamo anche definire Dottrina della Liberazione Integrale, intende trattare gli aspetti COMUNITARI della libertà  dell’uomo, inteso non come singolo individuo, bensì quale Persona; non Monade isolata e conclusa, ma parte organica di un tutto, membro attivo e cosciente, funzionale alla Comunità . Essa tratta quindi della LIBERAZIONE NAZIONALE, LIBERAZIONE SOCIALE e LIBERAZIONE CULTURALE.”
[38] Cfr. ad esempio “Menzogne dell’industria dell’olocausto” http://www.terradegliavi.org/la_merica/menzogne_olocausto.htm
[39] http://www.terradegliavi.org/la_merica.htm
[40] Case editrici che pubblicano testi dei “socialisti nazionali” antimondialisti sono: Noctua, Edizioni di AR.
[41] Lo stato francese ha convocato nel marzo 2005 i provider nazionali per cercare di filtrare e impedire gli accessi ai siti collegati all’AAARGH.
[42] http://www.aaargh.com.mx/ital/attua/attua.html
[43] Fondata agli inizi degli anni ‘80. E’ oggi collegata all’esperienza di Sinergie Europee ed alla Società  Editrice Barbarossa, che recentemente ha pubblicato un saggio sul Nazionalcomunismo.
Attorno ad “Orion” per un certo tempo si formarono due gruppi, Nuova Azione di Marco Battarra e Forza Nuova (da non confondersi con l’omonima formazione neofascista fondata nel `97), scioltisi e presumibilmente confluiti nel Movimento Antagonista - Sinistra Nazionale, nato attorno al mensile “Aurora”, uscito la prima volta nel 1988, su iniziativa di ex-rautiani facenti capo alla Comunità  Politica “B. Niccolai” con sede a Modigliana (Fo) e al Circolo “A.
Romualdi” di Cento (Fe). Tra gli animatori di “Orion” vi è Maurizio Murelli.
[44] http://www.socialismoeliberazione.too.it/
[45] Cfr. Odissea dell’estrema destra in rete.
[46] Ugo Gaudenzi fa parte da giovane del gruppo “nazimaoista” Lotta di popolo. Passa quindi per collettivi antimperialisti, per la sinistra socialiste, per tornare quindi alle origini divenendo “comunitarista”.
[47] http://avanguardia.altervista.org/ cfr. in particolare il manifesto contro il G8 di Genova del luglio 2001: “Riteniamo fondamentale scendere in piazza contro il G8 ed esprimiamo la nostra solidarietà  verso chiunque si oppone alle linee direttive imposte dal Sistema giudaico-mondialista; anzi auspichiamo una CONVERGENZA TATTICA con il variegato arcipelago dell’antagonismo di sinistra, SUPERANDO DI FRONTE AL NEMICO COMUNE GLI STECCATI IDEOLOGICI E SENZA CADERE NELLA PERVERSA LOGICA DEGLI OPPOSTI ESTREMISMI, funzionale, solo ed esclusi- vamente, alla stabilizzazione dell’ordine costituito. Auspichiamo di poter percorrere strade parallele rispettose delle reciproche identità  ed in vista della distruzione totale del sistema di potere mondialista e delle sue dirette emanazioni burocratiche ed istituzionali.”
[48] Vd. Di A. Dugin “La metafisica del nazional-bloscevismo” (http://www.arctogaia.com/public/it-teor.html)
[49] Secondo Carlo Palermo (Il Quarto livello) Claudio Mutti sarebbe l’uomo di Gheddafi in Italia. E’ l’autore di un dizionario parmigiano-sinti.
[50] Cfr. http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=5865
[51] http://www.italiasociale.org/Geopolitica_articoli/geo110205-1.html
[52] http://www.disinformazione.it/intervistablondet.htm http://www.disinformazione.it/intervistablondet2.htm
[53] http://www.nuovimondimedia.com/negozio2/catalog/product_info.php?cPath=46&products_id=360