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domenica 18 ottobre 2015

Il BDS sostiene il terrorismo non i diritti

18 ottobre 2015: iniziativa molto chiara del Movimento BDS che chiede al Governo egiziano di supportare Hamas e la intifada palestinese. Nulla a che vedere con forme di boicottaggio pacifiche.


Il Cairo - conferenza stampa di Ramy Shaath, portavoce del Movimento BDS in Egitto

Se serviva una ulteriore prova che il Movimento BDS (Boycott, Divestment, and Sanctions) non è affatto un movimento pacifista che supporta la causa palestinese ma è invece un movimento profondamente antisemita che punta alla distruzione di Israele, questa prova arriva dall’Egitto dove oggi il movimento BDS organizza al Cairo una manifestazione a favore della intifada palestinese e di Hamas, non a favore dei Diritti dei palestinesi o della economia palestinese, non a favore del boicottaggio di Israele, ma proprio a favore della rivolta armata, o intifada, contro Israele.
La manifestazione che si chiuderà con una conferenza stampa e una mostra punta dritto a chiedere al Governo egiziano di sostenere la lotta armata dei palestinesi. La parola boicottaggio è sparita dal gergo del Movimento BDS, adesso si parla apertamente di lotta armata.
«Lo scopo principale della campagna è quello di sostenere la intifada palestinese» ha detto Ramy Shaath, portavoce del Movimento BDS in Egitto in un incontro con la stampa egiziana per la presentazione della manifestazione «e in seconda battuta quello di dirigere l’attenzione internamente alla questione palestinese e dare una risposta alle distorsioni presentate da alcuni media per quanto riguarda gli attuali sviluppi in Palestina». Ma Ramy Shaath è molto critico anche con il Governo egiziano che nei confronti di Hamas ha attuato politiche molto dure. «Il nostro obiettivo è quello di spingere l’Egitto e la sua gente a prendere una posizione più forte contro Israele e spingerlo a ridefinire la strategia di sicurezza nazionale dell’Egitto» ha detto Shaath «dall’assedio in corso a Gaza fino alla barriera di sicurezza costruita dall’Egitto, la politica egiziana è andata esattamente in senso opposto a quello che chiediamo noi». Quindi, riassumendo, l’obbiettivo del Movimento BDS è quello di far cambiare la politica dell’Egitto nei confronti dei terroristi di Hamas e invece di ostacolarli passare ad aiutarli. Cosa c’entra tutto questo con il boicottaggio a Israele ce lo dovrebbero spiegare i vertici del BDS.
Ramy Shaath è stato molto critico anche con i media egiziani che a suo dire hanno adottato una narrativa dei fatti che accadono in Israele e in West Bank molto simile a quella dei media israeliani. In sostanza il Movimento BDS accusa i media egiziani di raccontare la verità invece che distorcerla. A una domanda precisa da parte di un giornalista che chiedeva se il Movimento BDS sostiene o meno la intifada palestinese la risposta di Ramy Shaath è stata secca e precisa: SI.
Fino ad oggi il Movimento BDS ha sempre sostenuto la lotta armata palestinese ma, subdolamente, aveva sempre nascosto il suo sostegno alla lotta armata e al terrorismo dietro a una causa apparentemente pacifista come il boicottaggio di Israele. Ora per la prima volta esce allo scoperto.
Scritto da Shihab B.
link: http://www.rightsreporter.org/il-bds-sostiene-il-terrorismo-non-i-diritti-ecco-la-prova/

lunedì 4 agosto 2014

Ogni scusa è buona: l'antimilitarismo a senso unico



Possibile che ogni causa, anche la più nobile, venga sfruttata in maniera strumentale con l'evidente obiettivo di gettare biasimo e discredito solo su Israele? Sono comparsi in questi giorni insistenti appelli al boicottaggio di Israele per le attività di addestramento dell'IDF in Sardegna. Adesso anche l'antimilitarismo viene tirato per la giacchetta, fino a farlo diventare uno strumento di offesa in questa infinita guerra mediatica.
Forse è eccessivo parlare di antisemitismo (ma guardiamoci intorno, a chi serve questa ondata di odio contro Israele?) tuttavia è ben centrato il punto in questa riflessione di Mario Carboni di "Sardos pro Israele".


DENUNCIA DEL NUOVO ANTIMILITARISMO ANTISEMITA IN SARDEGNA.

Da 40 anni denuncio le basi, poligoni e servitù militari in Sardegna e il loro utilizzo da parte di eserciti di tutto il mondo. Da 40 anni ne chiedo lo smantellamento e la rinaturalizzazione del territorio e il pagamento dei danni subiti dalla Sardegna.
Per me tutti gli eserciti sono sullo stesso piano quando operano in Sardegna. Non devono operare in Sardegna e in primis le forze armate italiane che agiscono, su mandato di tutti i governi italiani che ne hanno responsabilità politica e quindi di tutti i partiti che ne hanno fatto parte e ne fanno parte oggi, come se la nostra isola sia una colonia disabitata e come se i sardi non abbiano diritto ad avere una parola decisiva e negativa in capitolo. 

Da pochi giorni assisto alla mobilitazione faziosa e con un diverso e particolare standard contro le prossime esercitazioni dell'aviazione israeliana. Questa si esercita da sempre in Sardegna come ben sanno coloro che coerentemente monitorizzano la situazione. Ma da sempre si esercitano aerei dei paesi della NATO e di suoi alleati. Si esercitano anche i paesi più disparati , anche non molto amici, che però testano armi occidentali o sopratutto italiane da vendere loro. Ricordo solo le esercitazioni dei libici che compravano armi italiane e le utilizzavano in Africa contro ad esempio il Chad o l'aviazione del Qatar che da Decimomannu bombardava la Libia di Geddafi o dei turchi che bombardavano i curdi.

Sia gli armati occidentali, che i libici, qatarioti e israeliani e turchi , nel mio richiedere la sospensione di ogni esercitazione in Sardegna, per i motivi generali che ho sottolineato, sono sempre stati posti sullo stesso piano e mai ho appuntato la mia attenzione su un paese particolare. Accomunando li nel mio dissenso. Così hanno fatto coloro che coerentemente hanno sempre operato per la scomparsa dei poligoni militari dalla Sardegna.

Da pochi giorni invece, senza mai aver protestato contro la Libia, il Qatar, la Turchia o un singolo paese occidentale in quanto tale, un'azione particolare è stata dedicata ed è in corso di sviluppo contro le prossime esercitazioni dell'aeronautica israeliana che si svolgeranno assieme altre forze aeree. Siamo di fronte di una attenzione particolare, discriminatoria, differenzialista, tipica di una sensibilità esclusivista e antisemita.

Constato con rammarico che si sta sviluppando in deroga ad una doverosa richiesta di sospensione generalizzata per tutte le forze armate che assieme si esercitano in Sardegna, l'emersione di un antimilitarismo antisemita, ingiusto, sbagliato e che situa chi lo esercita, per un acritico appoggio che non tiene conto delle sue responsabilità nell'attuale guerra, nel campo dell'Islamismo razzista e antisemita programmatico di Hamas che vuole solo la distruzione di Israele, l'eliminazione dei suoi cittadini ebrei non volendo una pace sulla base di due popoli-due stati e che è l 'organizzazione terrorista islamista peggior nemica dei palestinesi ed in particolare dei palestinesi di Gaza.

Mario Carboni

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Qui alcuni articoli in cui si parla dell'argomento... a senso unico:
Associazione Amicizia Sardegna-Palestina: http://www.sardegnapalestina.org/?cat=10
BDS Italia http://www.bdsitalia.org/index.php/component/tortags/tag/sardegna
Palestina Rossa http://www.palestinarossa.it/?q=it/content/story/da-settembre-i-caccia-di-israele-si-eserciteranno-sardegna

Daniel e Leonardo: italiani al fronte per Israele




Forse non è così risaputo che sono molti i nostri connazionali che decidono di servire nell'esercito israeliano, con le più diverse mansioni. Pubblichiamo qui l'articolo di Fiamma Nirenstein che intervista due ventenni italiani impegnati nell'operazione "Margine di protezione".


di Fiamma Nirenstein
Ven, 01/08/2014


Dietro di loro il campo è punteggiato di colonne di fumo. Non sai se è stata una cannonata oppure una delle mille trappole preparate da Hamas, tonnellate di esplosivo nelle case e sotto terra; depositi di missili; gallerie che saltano per aria, quelle che con un piano strategico Hamas aveva scelto di usare per attaccare Israele con le sue unità terroriste.

Così è la guerra di terra, ragazzi di 19, 20 anni s'inoltrano a Gaza e affrontano la battaglia, e la morte, per distruggere le armi di Hamas. Ogni tanto prendono fiato per qualche ora, ed è così che riusciamo a parlare con due soldati molto speciali perché sono italiani, della specie dei «soldati soli» che vengono per servire e lasciano i genitori a rodersi d'ansia a casa. I nostri due hanno dato un abbraccio alla mamma a Milano e a Roma e sono venuti convinti che valga la pena rischiare la vita, da noi un concetto quasi inesplicabile. Chi scrive ricorda che durante una lezione di storia mediorientale alla Luiss di Roma chiese ai ragazzi chi di loro avrebbe rischiato la vita per il proprio Paese: nessuno assentì, proprio nessuno.

I nostri due soldati si chiamano Leonardo, 25 anni, e Daniel, 20enne arruolato in Marina. Daniel è romano di origine livornese, la passione del mare l'ha nel sangue: «Adesso, dalla mia nave sorvegliamo e pattugliamo la costa di Gaza, controlliamo chi entra e chi esce, evitiamo che escano terroristi per attaccare le coste di Israele. È un compito fondamentale, il mare non ha confini sorvegliati, è senza fine, ci vogliono un allenamento perfetto e un'attenzione totale. A volte siamo bersagliati di razzi dalla riva e da altri battelli, allora hai un momento di paura, però ti mordi le labbra e pensi a quando tornerai in porto, e con i tuoi compagni riparlerai dell'accaduto, mangerai, forse potrai finalmente dormire, starai insieme agli amici, questo ti compensa di tutto, l'incredibile vicinanza fra di noi». 

Leonardo è laureato in filosofia al San Raffaele di Milano, poi ha preso un master all'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze, a Roma. È appena finito il corso che il suo futuro l'ha visto solo in Israele e poi nell'esercito, e poi, ancora, nei Golani: «L'unità dei miei sogni, prove di ammissione e corsi molto difficili. All'inizio mi chiedevano se ero venuto perché avevo preso una botta in testa, ma adesso siamo un tutt'uno». Leonardo è appena uscito da Gaza: «Sono sporco, con gli abiti puzzolenti, gli occhi mi si chiudono, la mia ragazza mi lascerebbe subito se mi vedesse ora». Deve sistemare la sua attrezzatura (fucile, zaino, abiti) per essere pronto alla prossima missione. Non sa quando rientrerà, ma può capitare in ogni minuto. Essere un Golani è il mito di ogni israeliano, l'unità su cui si cantano canzoni epiche, in cui si è uno per l'altro ignorando l'ombra della morte. Dietro di lui tre settimane di giornate e nottate senza soluzione di continuità: «Dall'inizio dell'operazione non dormo in un letto, le ore di sonno non sono mai più di tre o quattro». 

Ma Leonardo non vuole parlare di sé: gli brucia spiegare di affrontare un nemico senza scrupoli nell'uso della sua gente: «Ho avuto l'impressione che i cittadini di Gaza siano autentici schiavi. Ho visto case in cui la camera dei bambini è adornata con fotografie dei terroristi, cartine da cui è cancellata Israele, stelle di Davide trasformate in svastiche, depositi di armi. Non un segno di umanità, di pace - dice desolato - Hamas è vile. Abbiamo fermato il fuoco molte volte perché un terrorista si copriva con un bambino, o perché comparivano donne e vecchi. Dietro arrivano i terroristi. 
Prima di entrare in azione tuttavia l'ultima indicazione che ti dà il comandante è di non puntare il fucile su chi non è armato, condividere il tuo stesso cibo e la tua acqua con chi non ha da mangiare o da bere, fermare tutto se appare un bambino». 

Due dei migliori amici di Daniel, Shon di 19 anni e Jordan, 22, il primo venuto da Los Angeles, il secondo da Parigi, per combattere, sono stati uccisi: «Jordan era fidanzato con la gemella della mia fidanzata. Sì sappiamo che la morte è una possibilità, ma non ci si pensa, io sto bene con i miei compagni» dice Daniel. La mia famiglia sta in pensiero, telefono ogni volta che arrivo in porto, circa due volte a settimana. 

Quelli che non capiscono cosa stiamo facendo devono venire per un paio di giorni a Ashkelon o in un kibbutz con scoppi, sirene, distruzioni, dove la gente non può uscire, i bambini devono restare nel sottosuolo, le famiglie non hanno più lavoro.. C'è un Paese che deve essere salvato, io sono qui per questo». A 20 anni? Leonardo ha una sua risposta: «Chi non si fida dei giovani dovrebbe dare un'occhiata da queste parti, la vita è nelle mani dei ragazzi. Il mio comandante ha 20 anni, ha perso il padre in un attentato, è una persona di un equilibrio e di un senso di responsabilità assoluti. 
Ieri eravamo in Libano, ora a Gaza, il compito è sempre grande, difendi un popolo che ti ama e ti rispetta.
Persino i miei genitori, che mi mancano, sanno che qui la denominazione «chaial boded», «soldato solo», è sbagliata. Posso bussare ora alla porta di un kibbutz, chiedere di fare una doccia e dormire un po': si precipiterebbero in cucina, preparerebbero le cose migliori e mi riempirebbero di regali».

venerdì 1 agosto 2014

Gaza: ONU e ONG complici di Hamas e Jihad Islamica

aiuti umanitari entrano a Gaza da Israele





Dall’Onu e dalle Ong ci si aspetterebbe sempre una posizione imparziale e soprattutto volta alla protezione dei più deboli. Nel caso della Striscia di Gaza (come in altri casi simili) questo non solo non avviene ma si assiste all’esatto contrario, cioè si assiste alla difesa di Hamas e dei suoi traffici mafiosi a scapito della popolazione.

L’ultimo lampante esempio si è avuto ieri durante le commemorazioni dedicate all’anniversario della fine dell’operazione “Pillar of defense” che lo scorso anno Israele fu costretto a iniziare per fermare il lancio di centinaia di missili dalla Striscia di Gaza sul suo territorio. Ebbene durante questa commemorazione ha parlato James Rawley, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per i territori palestinesi il quale ha detto che «la situazione umanitaria a Gaza è peggiorata a causa della distruzione dei tunnel gestiti da Hamas da parte dell’Egitto e di Israele».

A parte che ci sarebbe da chiedersi cosa ci faccia un rappresentante dell’Onu in una manifestazione organizzata da un gruppo terrorista (Hamas) allo scopo di propagandare una immaginifica vittoria contro Israele. Poi, come può un rappresentante dell’Onu giustificare e difendere un mercato clandestino nelle mani  di una organizzazione mafiosa e terrorista come quello implementato da Hamas attraverso i tunnel? 
E come può un rappresentante dell’Onu ignorare completamente il fatto che tutti (e sottolineo tutti) gli aiuti umanitari che arrivano a Gaza attraverso Israele non vengono gestiti come dovrebbero dalle organizzazioni umanitarie ma vengono sequestrati e venduti da Hamas? 
E si, perché va detto che contemporaneamente alla distruzione dei tunnel che confinavano con l’Egitto, distruzione implementata dall’esercito egiziano per ragioni di sicurezza, è aumentato il flusso di aiuti da Israele verso Gaza come dimostrano i bollettini rilasciati periodicamente dal IDF. 

Come mai quegli aiuti la popolazione di Gaza li deve pagare quando invece li dovrebbe avere gratis? Solo di recente questo flusso è rallentato a causa della scoperta di un tunnel del terrore costruito da Hamas con il cemento entrato da Israele. Eppure di tutto questo James Rawley non ne ha fatto parola nonostante ne fosse perfettamente a conoscenza. E sia sa, chi tace acconsente.

Non da meno sono le Ong che accusano Israele e l’Egitto di isolare Gaza ma non dicono una parola sul motivo delle decisioni israeliane ed egiziane che poi sono le stesse e si chiamano Hamas e Jihad Islamica. 
Ma la cosa più scandalosa, in merito alle Ong, è che non fanno la minima menzione al fatto che tutte le loro operazioni nella Striscia di Gaza sono soggette all’approvazione di Hamas, cioè devono pagare il gruppo terrorista per l’attuazione di progetti umanitari o di sviluppo. 

Questo si che è scandaloso perché, nei fatti, degli oltre 300 progetti umanitari o di sviluppo finanziati dalla comunità internazionale nella Striscia di Gaza, solo un decimo vengono realmente implementati. Ma loro continuano ad accusare Israele ed Hamas di isolare Gaza.

Ora, ammesso che sia vero che la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è peggiorata, di chi è la colpa? E’ ora di finirla con questa ipocrisia che poi, diciamocelo francamente, è direttamente legata alla richiesta di fondi alla comunità internazionale piuttosto che al reale pensiero delle condizioni di vita della popolazione di Gaza, perché se realmente a Onu e Ong gliene fregasse qualcosa della gente di Gaza denuncerebbero il sistema mafioso di Hamas e non le operazioni di difesa di Israele ed Egitto.


Sharon Levi


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giovedì 17 luglio 2014

Noi siriani, morti di serie C



di Shady Hamadi
pubblicato in Gariwo: la foresta dei Giusti
14 luglio 2014


Anche oggi l’aviazione siriana sta bombardando le città del Paese. Aleppo soccombe lentamente, schiacciata dalla forza distruttrice dei barili bomba – riempiti anche di pezzi di metallo, così da colpire ancora più persone - sganciati dagli elicotteri dell’esercito. Come al solito, a far accendere i riflettori mediatici sulla più grande tragedia degli ultimi tre decenni, sono sempre e solo le notizie di jihadisti con passaporto occidentale andati in Siria a combattere, le lamentele di una giornalista per la paga troppo bassa o il turista di guerra giapponese che va a fotografare i corpi straziati dei siriani. Degli oltre cento morti giornalieri, da quattro anni a questa parte, a nessuno importa perché ci si è abituati.

Ben altra cosa è il conflitto israelo-palestinese, caricato all’inverosimile di simbolismo e ideologia e per questo capace di annientare qualsiasi dissenso interno in entrambe le parti. Da giorni Israele conduce raid aerei su Gaza e, in cambio, Hamas continua a lanciare una pioggia di missili sulle città israeliane vicine. Il dibattito si è acceso: si tifa uno o l’altro schieramento, si manifesta nelle piazze, anche italiane, scandendo i nomi delle vittime, si dà dei terroristi agli israeliani o ai palestinesi. Per la Siria nulla di tutto questo accade. Qualcuno vede Assad come un “dittatore buono”, antimperialista e estremo difensore dei palestinesi contro Israele. Pochi sanno, o non vogliono sapere, che centinaia di palestinesi sono morti di fame nel campo profughi di Yarmuk, a Damasco, assediato ancora oggi dalle forze fedeli ad Assad. Troppo pochi sanno, o non vogliono sapere, che migliaia di palestinesi si sono andati ad aggiungere all’esercito di profughi (6 milioni) che hanno lasciato la Siria. Suleyman, palestinese di Yermuk, da me incontrato alla stazione centrale di Milano, è uno di loro. Rifugiato in Siria dal 48, Suleyman è sordomuto, ma nonostante questo mi ha mimato, mugugnando e gesticolando, la tragedia che si è lasciato alle spalle: una tragedia di serie C. Sì, di serie C. Se c’è qualcuno che ha ritenuto le vittime israeliane di serie A e quelle palestinesi di B, lasciatemi dire che quelle siriane sono di C!

La voce del mondo si alza indignata contro i raid aerei israeliani e i missili di Hamas ma lascia Assad libero di continuare il suo genocidio (non trovo espressione più appropriata) e si preoccupa solo dei terroristi dell’Isis che, guarda caso, combattono le forze dell’opposizione siriana e non il regime, quasi ci fosse una convergenza di interessi. Nel frattempo, il Papa piange solo i cristiani crocifissi (si è scoperto poi che erano musulmani) ma non Wissam Sara, figlio di uno scrittore rinchiuso per anni nelle carceri siriane, morto sotto torture indicibili. Ma, d’altra parte, la guerra in Siria è “difficile da comprendere, senza parti da poter sostenere: in un buio di tutti contro tutti” - come commentava Roberto Saviano qualche giorno fa. Se questo assunto fosse vero, allora i siriani meriterebbero di morire perché non sono stati capaci di indicare chi sostenere a Saviano e agli altri che la pensano come lui. Eppure Primo Levi, osannato dallo stesso Saviano, ci insegna che nel buio c’è sempre una luce di giustizia. Questa giustizia è ancora viva, ed è rappresenta dalla parte da sostenere. Questo gruppo è composto dagli ultimi superstiti di quel movimento che ha dato vita nel 2011 alla rivoluzione siriana. Sono scrittori, giovani, pacifisti, cristiani e musulmani che gridano solidarietà dall’angolo dove sono stati relegati. Purtroppo, forse ne sono consapevoli, non la otterranno perché l’Occidente non crede in loro. Forse ci crederebbe se Hamas o Israele fossero il responsabile di quello che avviene in Siria ma, poiché è un dittatore arabo a macellare il suo stesso popolo, va bene così. Siamo ipocriti, questa è la verità. Scegliamo di stare in silenzio, credendo di essere neutrali, ma è proprio questa scelta che aiuta il proseguimento del massacro.

Forse, quando tutto sarà finito, bisognerà portare chi ha scelto di non fare nulla, giustificandosi dicendo che è una guerra di tutti contro tutti o che Assad è un buono perché protegge le minoranze, a vedere le fosse comuni ad Aleppo. L’unica certezza che oggi abbiamo noi siriani è che non siamo né palestinesi, né israeliani, per questo i nostri morti possono essere dimenticati.






Analisi di Shady Hamadi, scrittore e attivista siriano

domenica 13 luglio 2014

Stay human... in che senso?



Siamo talmente abituati a leggere, ascoltare o a pronunciare alcune frasi, che ormai le diamo per scontate: sono così e sono giuste, anche perché attorno alla loro apparizione si accende nel nostro cervello la lampadina del pacifismo e si genera immediatamente un largo ed entusiastico consenso.
Una di queste è senza dubbio la celeberrima "Stay human", motto diventato famoso grazie all'attivista dell'ISM, Vittorio Arrigoni, che ne ha fatto la sua bandiera.
Questa frase spopola nei social network e anche oggi è uno dei commenti più frequenti nei thread in cui si parla di Israele, o meglio, nei luoghi in cui si focalizzano le accuse e il biasimo contro Israele. Queste accuse ormai si rimpallano di bocca in bocca con una precisione talvolta sconcertante, siamo a livelli di reciproca citazione testuale.
Ma qual è l'accusa che le accomuna tutte?
Israele è DISUMANO... e quindi la parola d'ordine è: STAY HUMAN!
Israele ruba la terra dei palestinesi e li caccia dalle loro case: è disumano.
Israele ruba l'acqua ai palestinesi: è disumano.
Israele incarcera i bambini: è disumano.
Israele bombarda Gaza e ammazza i bambini: è disumano.
Israele sta sottoponendo il popolo palestinese ad un nuovo olocausto: è disumano.
Non a caso i commentatori più grevi non dicono neanche "Israele" ma usano la locuzione "entità sionista", a rimarcare ulteriormente (forse inconsciamente) la spersonalizzazione e la disumanizzazione del soggetto. La disumanizzazione è quindi duplice:
1) Israele è sempre un'entità astratta e arida, mai un popolo o una gente
2) A questa entità vengono attribuite scelte e azioni giudicate disumane 


Poco importa se queste accuse non sono documentate, se sono menzogne mortifere prive di fondamento che fomentano odio, tutto viene tenuto insieme da poche frasi che generano immediato consenso, perché hanno una sorta di marca positiva a prescindere e rimandano ad una mitologia di pace, di forza e di libertà. Ovviamente chi è a conoscenza della storia viene percorso da un brivido freddo nel riconoscere dietro queste parole "nuove" dinamiche vecchie e micidiali, ma la maggior parte delle persone non sembra rendersene conto, allora ho pensato di condividere con voi alcuni spunti di riflessione sul tema dell'umanità e della disumanità per osservare come queste categorie siano state già ampiamente sfruttate in tempi ben noti.
14 luglio 2014





IL FURTO DELLA TERRA (AVIDITA' e DISUMANITA')


"Gli stessi teorici del Volk, mentre si preoccupavano di definire con tanta precisione l'eroe nazional-patriottico, si occupavano con altrettanto impegno ad indicarne il nemico, identificato in primo luogo con l'ebreo. (...)
La letteratura popolare dava dell'ebreo, lo straniero, un'immagine stereotipa via via più sgradevole; i romanzi contadini in numero sempre crescente descrivevano l'ebreo che calava dalla città sulla campagna per privare il contadino della sua ricchezza e della sua terra; ed era, questa sua, un'azione quanto mai insidiosa: privando il contadino della sua legittima proprietà, la terra, l'ebreo ne recideva i legami con la natura, col Volk e con la forza vitale. In questo senso, l'ebreo è dunque identificato con la moderna società industriale che sottrae al contadino le sue radici, distruggendo la parte più genuina del Volk. L'idea dell'antitesi ebreo-contadino non era frutto di mera astrazione, ma aveva qualche vago fondamento nella realtà: quando i contadini versavano in difficoltà finanziarie, si rivolgevano all'usuraio ebreo, il quale a volte, per farsi pagare, inevitabilmente ricorreva al sequestro delle terre. Nella prospettiva distorta del contadino oberato di debiti il giudeo rappresentava il nemico, la componente di più facile identificazione dell'avido potere della moderna civiltà capitalistica, ed era assurto a causa delle disgrazie del popolo tedesco. Nei romanzi popolari, dunque, i personaggi ebraici mancavano del tutto di qualità umane ed erano pervasi da una spasmodica sete di denaro e di potere."

IL DISUMANO COME OBIETTIVO DELL'ODIO DI MASSA

"Che il richiamo dell'antisemitismo superasse i limiti della psicopatologia e non dipendesse da questa quanto alla possibilità di essere accolto, è reso evidente dall'immagine corrente dell'ebreo. Se l'immagine di un ebreo particolare poteva bastare ad appagare le frustrazioni di una mente alterata, tale "individualizzazione" non sarebbe stata sufficiente al raggiungimento del fine desiderato nella cornice di un'ideologia politica. Perché l'immagine dell'ebreo potesse scatenare reazioni sentimentali e divenire il termine di contrasto di un movimento di massa, l'ebreo doveva essere generalizzato, astratto, spersonalizzato, doveva essere trasformato in simbolo, cessando così di essere creatura umana. Hitler presentò il male nella specie giudaica come astratto stereotipo: l'ebreo era avviato sulla strada della disumanizzazione, veniva privato della sua individualità. "

L'ODIO INCANALATO SI SOSTITUISCE AL DESIDERIO DI RIVOLUZIONE

"Se la definizione del giudaismo andava facendosi sempre più astratta, sempre più concreto diveniva l'antisemitismo degli aderenti al partito nazista; violenza e crudeltà nei confronti degli israeliti divennero elementi espliciti e di primaria importanza dell'ideologia di massa, tutta volta allo sfogo in senso emozionale dell'impulso rivoluzionario. Il grido di "Juda verrecke" ("Crepa giudeo") entrò nell'uso comune; ancora più truci, e di conseguenza più popolari, erano le strofe cantate dalle SA mentre marciavano per le strade, e che cominciavano col verso: «Quando sangue ebraico sgocciola dal coltello». Feroci slogan, in cui si esprimeva la culminazione di quel processo di disumanizzazione degli ebrei, associata a idee di forza."


qui il testo integrale: http://imaginaryboys.altervista.org/italiano/nazismo/ebreo.htm

venerdì 11 luglio 2014

Altro che fionda e sassi: arsenali modernissimi e scudi umani

 

il 5 marzo 2014 l'IDF intercetta nel Mar Rosso il cargo Klos-C
in viaggio dall'Iran con un carico destinato ad Hamas.

 

Cari pacifinti, 


per motivi su cui preferisco non esprimermi, voi ignorate diversi aspetti dell'attuale crisi di Gaza 


La disponibilità anche di Hamas di armamenti pesanti in quantità industriale...



 


Il loro utilizzo in massicce bordate di bombardamento casuale sulla popolazione civile, che si protrae da molti anni e si è intensificato negli ultimi giorni...


  

Le rampe di lancio nascoste tra le abitazioni civili...





La teorizzazione e pratica della 'tecnologia' degli scudi umani, da molti anni...






Lo schieramento di civili in funzione di scudi umani è cosa ben documentata...





L'aperta e pubblica rivendicazione della 'tecnologia' degli scudi umani (un crimine di guerra)...

fonte: http://www.idfblog.com/blog/2014/07/08/hamas-uses-human-shields/ 


fonte: http://www.palestine-info.co.uk/en/default.aspx?xyz=U6Qq7k%2bcOd87MDI46m9rUxJEpMO%2bi1s7Yq6KZIGGwbWYV2rCr8sDPfT09JJfk1Si4RYItLZreBqI1a9UBVMOMlchh04motfpJGidgMe2%2bIFkNzDtMSrJW8APH1WOApepXMR2VgVN3BE%3d


... Ognuno è perfettamente libero di ignorare questi elementi. E certo, ogni vittima innocente colpisce e inorridisce. Quindi indignatevi pure per gli inevitabili - in senso stretto, effettivo, fisico - effetti collaterali dei combattimenti, per altro non a caso inferiori a quelli causati da qualunque altro conflitto, compresi tutti quelli per cui vi indignate molto più raramente, volendo usare un gentile eufemismo. Anche in contesti in cui la 'tecnologia' degli scudi umani e l'aspirazione al martirio non rivestono un ruolo tanto rilevante. Ma per quanto possiate essere indignati, dite: voi cosa fareste al posto di Israele? Perché se l'unica vostra risposta è: suicidatevi - o fottetevi oppure rinunciate a vivere da popolo libero e scappate - allora non dovreste stupirvi di quanto il vostro suggerimento venga così arrogantemente ignorato.


10 luglio 2014
di Vanni Frediani

Come sarebbe il mondo se vincesse Hamas?




di Pierpaolo Pinhas Punturello
9 luglio 2014

Un solo minuto. Per un solo minuto vorrei vedere come sarebbe il mondo se vincesse Hamas. Se i regimi come l'Iran avessero la meglio sull'occidente, se i talebani governassero sull'Afganistan, se i califfati di Iraq fossero regimi legittimamente accettati dall'ONU. Vorrei vedere le libertà dei miei amici di sinistra che fine farebbero ( ohibò ma in fondo anche io sono di sinistra seppur ebreo ed israeliano...o no?) che fine farebbero le istanze femminili, i diritti delle donne, come vestirebbero le mie amiche di Napoli, Roma, Milano, Londra. Come sarebbe la vita dei miei amici gay che troppo spesso adorano Tel Aviv dimenticato il prezzo che ci costano le libertà di Tel Aviv. Vorrei vedervi tutti amici miei senza un Israele da boicottare e da accusare di ogni crimine, mentre con il burka, le barbe, le spose bambine, le lapidazioni ed i corpi degli omosessuali impiccati vivreste le vostre vite. Senza più aria, senza più senso, senza più vita. Io difendo questo e voi?

martedì 2 luglio 2013

Israele accoglie i feriti siriani nei suoi ospedali



Un articolo di Yediot Aharonot del 26 giugno 2013 riferisce che sono ormai più di 100 i siriani feriti nel corso della sanguinosa guerra civile in atto in Siria, che stanno ricevendo cure ospedaliere o mediche in Israele. Ospedali come quello di Nahariya o di Safed, nel nord di Israele, sono ormai abituati a questo genere di soccorsi e si sono attrezzati. All’inizio erano principalmente giovani fra i 20 e i 30 anni di età, a varcare il confine fra Siria e Israele, chiedendo assistenza medica per ferite da esplosioni o da armi da fuoco
Ultimamente però, a quanto riferiscono i medici, la loro età sta scendendo drammaticamente, e negli ultimi tempi sono giunti anche adolescenti di 13-15 anni o, addirittura, bambini di 9-10 anni. Le loro identità sono protette dalle autorità e l’esercito ha dato istruzione al personale medico di parlare con loro soltanto delle loro condizioni di salute, per evitare che estranei vengano in contatto con loro e possano divulgarne l’identità, rischiando di mettere in pericolo la loro vita al loro ritorno in Siria.
Putroppo per i siriani, Israele è sempre un nemico giurato, si arriverà mai a superare questo odio?

Qui l'articolo originale: LINK

martedì 17 aprile 2012

"Rispedire al mittente": le greatest hits del pacifista italiano contemporaneo

pubblicata da Sionismo: istruzioni per l'uso il giorno martedì 17 aprile 2012

Anche oggi pomeriggio, come in ogni tranquillo pomeriggio solatio di un'Italia in crisi ma primaverile, anno 2012, riceviamo dal web sulla nostra pagina "Sionismo: istruzioni per l'uso" la visita di queste persone che si presentano come pacifisti, anti-israeliani, arrigoniani, gandhiani, per la libertà dei popoli, pro-palestinesi.... una di queste etichette, o tutte insieme, ma comunque e di sicuro, assolutamente non-antisemiti.
Vi proponiamo qui una sequenza delle GREATEST HITS del thread di oggi. Ma sarebbe potuto essere quello di ieri, o di due settimane fa, tanto vige un tale pensiero unico e compatto, che alla fine gli argomenti sono sempre gli stessi, giusto qui, corre l'obbligo di dirlo, si sono anche toccati dei vertici di poesia inattesi.
Vi auguriamo buona lettura e nel caso foste dei nuovi arrivati sulla nostra pagina e aveste intenzione di riproporci gli stessi soliloqui "pacifisti" sottoelencati, interrotti dai nostri noiosi e falsi interventi, ecco, evitate di perdere il vostro tempo, noi non ne perderemo con voi.
(N.B. gli utenti i cui commenti sono qui riportati, sono in realtà 3 distinte persone. Esercizio: trova le differenze)


“Sono allibita dal tentativo di ricostruire e restituire al popolo di Israele la verginità che ha perso dal momento in cui ha cominciato a comportarsi come i suoi precedenti persecutori, durante l'olocausto”
Pregiudizio: l'ebreo da vittima è diventato carnefice
Curiosa costruzione logica... per noi Israele non ha nessuna VERGINITA' da perdere, difendere, costruire. Ti ricordo che TUTTI gli stati nazionali europei sono nati nel sangue. Hai mai sentito parlare di perduta verginità per la Francia della Rivoluzione Francese?!?


“Siamo tornati al "povero ebreo"... e notate che mi riferisco allebreo israeliano nopn a tutti, che al contrario sono schierati con i Plaestinesi”
Pregiudizio: gli ebrei si piangono addosso per le loro disgrazie e non si interessano di quelle degli altri
Nella nota che abbiamo pubblicato si parla di ITALIANI, ITALIA 2012, che c'entrano gli ebrei israeliani? E chi sarebbero poi questi TUTTI che al contrario (di che?) sono SCHIERATI con i Palestinesi?


“non ho parole per la volgarità intellettuale e l'ignoranza con la quale vi permette di parlare di Vittorio Arrigoni”
Pregiudizio: Arrigoni è un santo, non si tocca.
Le tue sono offese gratuite, entri in casa d'altri per offendere? Si usa così dalle parti tue?


“Magari una ripassatina alla Storia, quella vera, non quella che vi inventate strada facendo, vi farebbe bene.”
Pregiudizio: chi ti fornisce dati diversi da quelli che conosci già tu, è sicuramente in mala fede.
Eh, certo, la Storia, quella Vera che piace a te, quella di Pappè, per esempio... 


Ho molti ebrei, amici
QUESTO é UN GRANDE MUST che poi ti consente di dire qualsiasi cazzata, pensando anche di essere credibile...


“c'è chi per lottare per la libertà della sua (propria) terra combatte tirando pietre”
Pregiudizio: I Palestinesi sono poveri, possono solo lanciare pietre
Di questo riparleremo a breve...


“l'America e legata ad Israele”
Pregiudizio: Amerika=Terzo Reich=IsraHell


“parlo di Israele, mica agli israeliani, che per fortuna stanno diventando gli anticorpi che scardineranno il sionismo”
Pregiudizio: l'unico ebreo buono è quello che si dichiara anti-sionista


“Ma che vi parlo a fare... farciti di pregiudizi come siete”
Scusa, chi è quello FARCITO (sic!) di pregiudizi??


“Ma di Vittorio non usate il nome né nel bene nè nel male”
di nuovo, Pregiudizio: Arrigoni è un santo, non si tocca


“non tutti gli ebrei sono sionisti. è vero. ma israele è tutto colluso col sionismo”
:-D  Israele è tutto colluso con Israele, un genio.


“sionismo=fascismo. israele complice= fascista o kapò, se preferite.”
e qui non c'è niente da chiarire, l'accusa è quella di Durban 2001. La soluzione era stata individuata da alcune associazioni pacifiste con il ritorno di Hitler, se non sbaglio.


“sapremmo più o meno bene tutti mettere assieme soggetto predicato e complemento oggetto per dimostrare la ragione? la verità? basta questo? una saccenza quindi che nasconde profonda volontaria e colpevole ignoranza. tutela della menzogna mescolata a un pò di verità”
Pregiudizio: l'ebreo è falso


“non sarete assolti. neppure dal vostro dio. sicuramente non dall'uomo di tutti i tempi.”
Pregiudizio: l'ebreo è separato dai popoli del mondo e quindi destinato ad errare come reietto


“non conoscete vittorio e non sapete un cazzo su di lui. come non sapete (FINGETE DI NON SAPERE) che è stato assassinato da israele dal mossad,”
Sì, infatti quelli del mossad sono una massa di imbecilli che non vedevano l'ora di creare il primo santo martire europeo, giusto per rinnovare l'agiografia del martire palestinese...!!


“siamo tutti palestina.”
 SLOGAN
 Io veramente sono un cittadino italiano, non so tu.


“perchè il sionismo nel mondo lo controlla,... il mondo.”
Pregiudizio: gli ebrei controllano il mondo con le banche
Questo piaceva tanto a Hitler.


“lo domina con le sue banche e il tasso di interessi.i vostri rockefeller's...”
... Chi??? I Rockefeller non sono ebrei, sono BATTISTI!!!! :-D


“è una illusione di potere e di dominio. che fonda sulla cieca avidità”
Pregiudizio: gli ebrei sono avidi


“il servilismo di banche imprese e politici collusi nel progettato grande inganno ai popoli del mondo. esattamente come israele fa con la palestina”
Vedi sopra, tutta roba riciclata dalla propaganda di Goebbels.


“il volo d'uccello quindi, infilataelo su per il culo”
Se mi spieghi come si fa, magari facciamo l'esperimento.


“ma voi avete appreso da hitler a fare gli impassibili. non le vostre coscienze. a quelle faccio appello. si perchè ci credo. so che ce l'avete anche se l'avete affogata nel grasso.”
... un poeta fra noi!


“se dunque vi beccate qualche kassam sulla testa non vi lamentate. 30 morti anche in un solo anno,... e non è così,....non fanno testo”
Pregiudizio: il morto se è Israeliano NON FA TESTO


“ed anche se finirà in un bagno di sangue, ci rimetteremo tutti. anche israele. e quando parlo di israele va inteso come popolo. un popolo che ha capito dove sia il male. per fortuna. non voi che difendete l'indifendibile.spero ve la faccia pagare cara in faccia al mondo.”
Cioè tu ti auguri che gli israeliani antisionisti ci facciano fuori tutti...? boh, chiediglielo, non si sa mai che ti diano una mano.


“israele come stato NON ESISTE. non esisterà MAI. per maledizione del vostro stesso dio. non lo dico certo io. non è certo per merito mio. magari gli darò una mano se posso.”
 ...disse il piccolo, volenteroso carnefice di Dio.


“Ho amici che sono entrati in Cisgiordania da Allenby con ore di attesa e con perquisizioni corporali a loro, italiani che andavano in terra santa, veramente umilianti” 
certo, se la smettessero di andare in giro riempiti di esplosivo, i check-point sarebbero un po' meno fiscali.... però effettivamente, come hanno fatto questi Israeliani DISUMANI a non commuoversi di fronte ad un gruppo di italiani BUONISSIMI diretti verso la Terra Santa........ ah, per inciso, quel posto lì non si chiama Terra Santa, sulle carte geografiche e per la società civile internazionale si chiama Israele.



“Far bannare chi la pensa diverso da te è una prevaricazione” 
No, caro utente di passaggio su questa pagina, bannare persone che vengono qui in massa solo per rimestare fra vecchi e nuovi pregiudizi è diventato UN DOVERE.



Quindi, a tutti voi, have a nice flight!

lunedì 16 aprile 2012

800.000 euro dal Belgio per finanziare Ong anti-israeliane?

 

6 settembre 2011



Secondo il rapporto dell'organizzazione NGO Monitor con sede a Gerusalemme, il Belgio avrebbe accordato negli ultimi tre anni 800000 euro ad Ong israeliane impegnate  delle quali "il 90% fa propaganda contro Israele", afferma il settimanale Joods Actueel.

Queste Ong (Organizzazioni Non Governative) promuovono il boicottaggio contro Israele e presentano denunce contro responsabili israeliani. NGO Monitor ha ottenuto queste informazioni dall'ambasciata belga a Tel Aviv. Il Premier ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe discusso questo punto in un incontro con il Premier belga Yves Leterme, lunedi' 5 settembre 2011.
http://www.crif.org/?page=articles_display/detail&aid=25882&artyd=5&stinfo=$$stinfo