domenica 15 aprile 2012

Parliamo di Hebron

 


Deborah Fait

Circa 700 anni fa i Memmelucchi conquistarono Hebron, dichiararono il luogo proprieta' islamica, proibirono l'entrata alla Grotta a tutti gli ebrei e non permisero loro di avvicinarsi piu' di sette passi dall'inizio della scalinata. Sette passi per poter pregare, sette passi che non permettevano neppure di vedere l'entrata della Grotta.
Nonostante queste pesanti discriminazioni gli ebrei del mondo continuavano ad arrivare a Hebron insediandosi , praticamente gli uni sugli altri, sulla collina di Tel Rumedia.
Altri ebrei arrivarono dopo la cacciata dalla Spagna e l'Inquisizione. Erranti di terra in terra, cacciati e perseguitati, trovarono a Hebron i loro fratelli e un po' di tranquillita' all'ombra delle Tombe dei loro Patriarchi.
La popolazione araba viveva tutto intorno e lentamente i rapporti tra i due popoli si normalizzarono. Gli ebrei, quasi tutti studiosi e maestri insigni della Thora', non davano fastidio alla popolazione araba che arrivo' infine ad apprezzarli poiche' la loro presenza creava lavoro e miglior stile di vita.
Verso la fine del 700 gli ebrei acquistarono 400 dunam di terra intorno a Tel Rumeida per poter vivere piu' comodamente . Quei 400 dunam, ancora oggi proprieta' ebraica, costituiscono la maggior parte della Hebron odierna, compresa la Casbah in cui si possono trovare ancora i segni delle mezuzoth (piccoli rotoli di pergamena, racchiusi in astucci, recanti versi del Deuteronomio) ai portoni delle case diventate illegalmente di proprieta' araba.

Gli ebrei e gli arabi di Hebron convissero pacificamente per alcuni secoli, fino al 1929, data del massacro e della distruzione della comunita' ebraica.
Cosa accadde nel 1929?
Il Mufti di Gerusalemme Haij Amin al-Husseini, zio di Yasser Arafat, era un fervente nazista e un feroce odiatore di ebrei.
Incomincio' proprio dal Palazzo del Mufti', a Gerusalemme, una violenta campagna antiebraica, gli Imam di tutta la Palestina tennero sermoni pieni di odio nelle moschee fino ad incendiare gli animi della gente e a provocare i pogrom che attraversarono tutto il paese, complice il silenzio assoluto degli inglesi.
Quando incomincio' la rivolta araba gli ebrei di Hebron rifiutarono la protezione dell'Hagana' sicuri che nella loro citta' non sarebbe accaduto niente e che i loro amici arabi non gli avrebbero torto un capello dopo centinaia d'anni di convivenza pacifica.
Purtroppo la loro fiducia risulto' essere mera illusione e pagarono caro il loro sogno di affetto e amicizia.
Pagarono con la morte, una morte cosi' atroce che, disse un sopravissuto, pareva che il cielo cadesse su Hebron.

ll pogrom incomincio' il 23 agosto, nel pomeriggio. Orde di arabi attaccarono ogni ebreo che incontravano sulla loro strada, ammazzando tutti, entrarono nelle case e nelle sinagoghe, uccisero i rabbini, bruciarono ogni cosa.
Agli ebrei che chiedevano disperatamente aiuto i britannici risposero di chiudersi in casa e di aspettare gli eventi.
Eventi che purtroppo non tardarono.
Sabato 24 agosto 1929, si rinnovo' la tragedia.
Migliaia di arabi armati di coltelli, ascie, forconi e ogni arma possibile incominciarono un sistematico assalto alle case degli ebrei di Hebron. Non risparmiarono nessuno ammazzando ogni ebreo sul quale potevano mettere le mani. Entrarono nella casa del Rabbino Yosef Castel, loro amico, lo sgozzarono e bruciarono la sua casa.
Il Rabbino Hanoch Hasson, caporabbino di Hebron, fu ucciso con l'intera famiglia. Tagliarono le mani della moglie che mori' dissanguata. Sopravvisse solo Shlomo, un bambino di un anno , coperto di sangue quindi probabilmente creduto morto. L'eccidio continuo' per tutta la giornata, di casa in casa, senza pieta' sotto gli occhi degli inglesi indifferenti e spaventati.
Quel giorno furono sgozzati 89 ebrei di Hebron e tre giorni dopo gli inglesi decisero di evacuare chi era sopravissuto nella Comunita'. Li misero sui camion e li portarono a Gerusalemme e tutte le loro proprieta' furono prese dagli arabi e mai piu' restituite.
Fu distrutta cosi', col tacito consenso del Governo britannico, la piu' antica comunita' ebraica in Terra di Israele ma la sabbia che si calpesta non e' piu' rossa del sangue di tanti innocenti. Il tempo e' passato.
Il cielo, quel cielo che pareva cadesse sulla citta', e' terso e azzurro e pare aver assorbito le grida dei pii vecchi, dei rabbini, delle donne e bambini ebrei ammazzati senza motivo, senza pieta', senza guerra.
Ammazzati per odio come dopo alcuni anni sarebbe accaduto in Europa.

http://metaforum.it/archivio/2006/index1a9f.html?t3756.html

Nessun commento: